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Scenari di Autunno con fresco e piogge in vista, ma si dovrà penare ancora

Anticiclone duro a morire, tuttavia qualcosa si muove nel lungo

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L’alta pressione continua a essere protagonista del tempo sul Mediterraneo centrale e sull’Italia e continua a farlo in maniera piuttosto sopra le righe: dopo il picco caldo di giovedì e venerdì trascorsi al Centro Sud, il fine settimana ha visto temperature ancora di parecchio sopra le medie, in particolare al Centro Sud, un po’ meno al Nord, con valori in pianura compresi in media tra 30 e 35°C, ma ancora punte di 36-37°C o anche, occasionalmente, 38°C su alcuni settori, specie centro-meridionali. Tra oggi e domani, poche variazioni oppure 1-2°C in meno qua e là e qualche temporale da calura sulle Alpi centro-orientali, occasionalmente sull’Appennino centro-meridionale e sulle Alpi occidentali; domani localmente anche sull’ovest dell’Emilia e sulla Liguria.

Calo termico tra mercoledì 2 e venerdì 4 settembre

A seguire, verso metà settimana, quindi tra mercoledì 2 e ancora di più tra giovedì 3 e venerdì 4, un calo termico temporaneamente più apprezzabile, dapprima sulle aree centro-orientali del Nord, mercoledì 2, poi sul medio e basso Adriatico e sul relativo Appennino, anche al Sud, tra il 3 e il 4 settembre. Su questi settori, per la fase indicata, potranno svilupparsi anche temporali un po’ più estesi e irregolari, in particolare sulla Lombardia centrale e orientale, sull’Emilia-Romagna, sulle Alpi centrali e anche sulla Liguria, poi sul medio e basso Adriatico e sul Sud peninsulare. Insomma, quella verso metà settimana e fino al 4 potrà essere la fase più mite dell’intera settimana, con valori più prossimi alle medie tipiche del periodo, perlomeno sulle aree citate, in misura minore sul settore tirrenico e sulle Isole Maggiori. Per di più, tra giovedì 3 e venerdì 4 al Centro Sud, sulle aree interne delle Isole Maggiori e sul medio e basso Adriatico, si farà sentire di più anche una certa ventilazione settentrionale.

Nuova rimonta anticiclonica nel primo weekend di settembre

Questa fase verso metà settimana potrà essere la più mite; poi, dal primo weekend di settembre, sabato 5 e domenica 6, ma anche per i primi due giorni della settimana successiva, quindi fino a tutto martedì 8, l’anticiclone (da qui usiamo il condizionale) tornerebbe a potenziarsi su tutta la penisola, apportando nuovamente una fase di tempo mediamente stabile, con pochi fastidi temporaleschi pomeridiani, essenzialmente sui settori alpini, rari in Appennino e, soprattutto, con temperature in nuovo, apprezzabile aumento. Rispetto alla media tipica del periodo, dal 5 all’8 settembre i valori tornerebbero ad aumentare di almeno 5-6°C, con picchi massimi fino a 36-37°C e qualche punta anche verso i 38°C sul Sud peninsulare. Dunque, anticiclone assillante, salvo lievi cedimenti temporanei, per quasi tutta la prima decade di settembre e con caldo ancora importante, relativamente al periodo, specie dal 5 all’8.

Dal 9-10 settembre l’Atlantico prova a rompere l’assedio

Novità un po’ più sostanziose potrebbero arrivare a seguire, peraltro con conferma rispetto a quanto già ipotizzato nelle precedenti analisi. Dal 9-10 settembre, l’alta pressione potrebbe subire attacchi via via più decisi, ad opera del flusso instabile nord-atlantico sul suo bordo occidentale e settentrionale, con l’avvento di correnti umide oceaniche e progressiva crescita dell’instabilità, dapprima al Nord, poi via via verso il Centro e i settori tirrenici un po’ tutti, dalla Liguria fino alla Campania, infine anche verso il medio Adriatico e i settori settentrionali delle Isole Maggiori. Si tratterebbe dei primi segnali del ritorno delle perturbazioni atlantiche, un tema che i modelli stanno inseguendo da giorni senza grandi colpi di scena. Dalla fine della prima decade al 12-13 settembre, su questi settori arriverebbero progressivamente più piogge e ci sarebbe un calo termico più apprezzabile, anche se non ancora verso le medie. Si manterrebbe più caldo sul basso Adriatico e sul resto del Sud, sebbene anche qui l ra localmente sopra media anche verso metà mese, tuttavia con instabilità in crescendo nella seconda decade. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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