
Si conferma, infatti, una prima decade del mese quasi interamente all’insegna dell’alta pressione calda subtropicale, con temperature di diversi gradi sopra la norma da nord a sud, mediamente di 4/6°C, con punte massime fino a 39/40°C, possibili anche sulle pianure del Nord, specie dal 5 al 6 del mese e per qualche giorno a seguire.
Punte fino a 42°C al Sud e piogge sotto media al Nord
Nella stessa fase, quella più calda tra il 6 e l’8 agosto, non si escludono punte fin verso i 41/42°C al Sud. In un contesto in prevalenza anticiclonico e secco di tipo subtropicale, le precipitazioni resterebbero scarse in questa prima decade, seppure presenti sotto forma di temporali pomeridiani legati alla calura, più frequenti in prossimità dei rilievi alpini e prealpini e in maniera più irregolare anche sul Centro-Sud Appenninico. In generale, dunque, precipitazioni sotto media al Nord e più o meno nella norma al Centro-Sud, dove in questa fase estiva il clima è mediamente e fisiologicamente più secco.
Verso Ferragosto: un primo, timido allentamento del caldo africano
A seguire, dal 10 agosto e verso metà mese, quindi in prossimità di Ferragosto, le indicazioni convergono verso un progressivo allentamento dell’ondata di caldo, con un leggero spostamento verso ovest dei massimi anticiclonici. Il fulcro barico non insisterebbe più direttamente sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, sarebbe, invece, il bordo orientale dell’alta pressione a interessare i nostri territori, lungo il quale potrebbero infiltrarsi correnti settentrionali leggermente più miti.
Questa lieve modifica barica comporterebbe una diminuzione delle temperature di 3/4°C rispetto ai valori più roventi della fase precedente, con un riavvicinamento ai valori tipici del periodo e un surplus termico meno marcato. Al tempo stesso, le infiltrazioni di aria più mite in quota – considerato anche il pregresso molto caldo dei bassi strati – potrebbero favorire una maggiore attività temporalesca pomeridiana su Alpi e Appennini, localmente estesa anche alle pianure adiacenti e, occasionalmente, a qualche tratto di costa. Le condizioni bariche medie, tuttavia, continuerebbero a essere quelle di una moderata alta pressione, semmai con componente più mite di matrice oceanica piuttosto che nordafricana.
Dopo il 17-18 agosto: una svolta più netta secondo l’ECMWF
Una svolta più significativa nella circolazione potrebbe arrivare da dopo metà mese, mediamente dal 17-18 agosto e per buona parte della terza decade. Per questa fase, le ultime indicazioni del modello matematico europeo ECMWF suggeriscono non solo un decentramento verso ovest del nucleo anticiclonico subtropicale, ma anche un suo arretramento meridiano verso l’entroterra nordafricano, a causa di una maggiore spinta da nord del fronte instabile oceanico.
Si tratterebbe di una dinamica compatibile con un fisiologico avvio del declino dell’Estate 2026, con la possibilità che si concretizzi una crisi stagionale più sostanziosa – meno evidente per le regioni meridionali, più marcata invece per quelle settentrionali e localmente centrali. Le ultime elaborazioni long range vedrebbero il fronte instabile oceanico scendere di latitudine e agire, con una curvatura ciclonica abbastanza pronunciata, non solo su Francia, Spagna settentrionale e tutta l’Europa centrale, ma anche verso il Nord Mediterraneo.
Nord e Centro sotto la minaccia di rovesci e temporali
In questo contesto, le regioni settentrionali e, a fasi alterne, anche quelle centrali, potrebbero vedere il passaggio di alcune perturbazioni atlantiche in grado di portare frequenti rovesci e temporali, in particolare al Nord, sulle aree del medio e alto Adriatico e sul Centro-Nord Appenninico. Su diversi di questi settori, comprese le zone pianeggianti del Nord, tra fine seconda decade e per tutta la terza, le piogge potrebbero risultare persino un po’ sopra la norma, in particolare su Emilia Romagna, Nord Toscana, Nord Appennino, Alpi e Prealpi – specie nei settori centro-orientali – e per qualche fase anche sulle coste marchigiane e abruzzesi.
L’instabilità, pur in un contesto barico ancora moderatamente strutturato, raggiungerebbe di tanto in tanto anche le regioni meridionali, soprattutto le zone interne e appenniniche, con locali rovesci e temporali a giorni alterni e precipitazioni nel complesso nella norma.
Verso fine mese: possibile calo termico più marcato al Centro-Nord
Nella stessa fase, ossia da dopo metà mese e verso la terza decade, potrebbe concretizzarsi anche un calo termico generale, più apprezzabile al Centro-Nord – dove i valori si riporterebbero verso le medie del periodo – e leggermente meno evidente al Sud, dove le temperature potrebbero restare un po’ sopra media, seppure in misura decisamente ridimensionata rispetto alle fasi precedenti.
Insomma, per la seconda parte di Agosto e ancor più per la terza decade, potrebbe realizzarsi na crisi stagionale più evidente, stando agli ultimi aggiornamenti sul lungo termine, specie per le regioni centro-settentrionali italiane. Vedremo nelle prossime analisi mensili se questo scenario troverà conferma. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF)