Dopo settimane di aria bollente e notti insonni, l’anticiclone subtropicale comincia a scricchiolare lungo il bordo settentrionale: una saccatura in arrivo dal nord Europa porterà rovesci, raffiche improvvise e un ridimensionamento termico destinato ad allargarsi a mezza Italia entro la metà della settimana.
Ci siamo: dopo giorni in cui il termometro sembrava incollato verso l’alto, qualcosa si muove davvero. L’anticiclone subtropicale che ha tenuto sotto scacco buona parte del bacino del Mediterraneo inizia a perdere colpi, e lo fa esattamente da dove ce lo aspettavamo: dal margine più settentrionale. Lì le correnti calde e ostinate lasciano spazio, poco alla volta, a infiltrazioni di aria più fresca in discesa dal nord Europa. Il risultato sarà un’atmosfera decisamente più vivace, con il ritorno dei temporali e un generale rientro delle temperature, come già anticipato in questa lettura sulla ritirata del caldo africano.
La saccatura che rompe l’assedio anticiclonico
Il motore del cambiamento ha un nome tecnico e un comportamento piuttosto prevedibile: una saccatura in discesa dalle regioni settentrionali europee, pronta a erodere il bordo dell’alta pressione. Configurazione classica, insomma, che apre la porta a masse d’aria meno calde. Quelle stesse masse che finalmente contrasteranno il dominio dell’aria subtropicale, protagonista assoluta delle ultime settimane con valori elevati sia di giorno sia, cosa ben più fastidiosa, di notte.
E qui arriva il punto delicato, perché quando aria bollente e aria fresca si incontrano, raramente lo fanno senza conseguenze. Il carburante (energia) accumulato nei bassi strati è enorme, e i temporali che ne nascono possono risultare localmente violenti, con rovesci improvvisi, grandinate e colpi di vento capaci di fare danni. Le ore di transizione sono sempre le più insidiose, come raccontato in questo aggiornamento sui temporali violenti al Nord con picchi di 44°C al Centro e Sud.
Lunedì 20 luglio, il giorno della svolta
La vera rottura si manifesterà a partire da lunedì 20 luglio, quando le correnti più fresche riusciranno a penetrare con decisione sul settentrione. Il Nord sarà la prima area del Paese a risentire del cedimento anticiclonico, semplicemente perché più vicina alla saccatura in arrivo dal continente.
Aumento della frequenza dei temporali e ingresso di aria meno calda: due ingredienti che porteranno a una diminuzione sensibile dei valori termici. Tra il pomeriggio e la sera di lunedì, in particolare, si potranno registrare anche 6 o 8°C in meno rispetto al giorno precedente su diverse zone della Pianura Padana, soprattutto nei settori centrali e orientali. Un tracollo che alcuni modelli, come riportato in questo approfondimento sull’ultima carta del caldo prima di temporali e grandine, stimano ancora più marcato altrove.
Un calo del genere si sente sulla pelle. Eccome se si sente. Dopo una fase così lunga di caldo persistente, bastano pochi gradi in meno perché la giornata cambi faccia: le temperature resteranno pienamente estive, sia chiaro, ma inizieranno finalmente ad allontanarsi dai numeri estremi delle ultime settimane. Chi vive a Milano o a Bologna lo capirà già dalle prime ore serali.
Il quadro meteo di oggi domenica 19 luglio, ultimo atto della canicola
Prima però tocca ancora sudare. Nelle prime ore di domenica 19 luglio il cielo si presenterà parzialmente nuvoloso al Nord, con rovesci e temporali su Triveneto ed Emilia Romagna. La nuvolosità tenderà poi a estendersi su gran parte del settore, mentre i fenomeni continueranno a interessare prevalentemente i rilievi e le aree pedemontane, per dissolversi in serata. Torneranno invece i temporali sulle zone pianeggianti del Veneto e dell’Emilia Romagna.
Al Centro e sulla Sardegna cielo generalmente sereno o poco nuvoloso, con qualche isolato rovescio pomeridiano sui settori adriatici e lungo le aree appenniniche; nulla di rilevante lungo le coste. Al Sud e sulla Sicilia bel tempo quasi ovunque, salvo isolati rovesci pomeridiani sull’Appennino lucano.
Le minime scenderanno al Nord e sulle estreme regioni meridionali, stazionarie al Centro, in aumento sulle Isole Maggiori. Le massime, invece, faranno ancora paura: forte aumento al Centro Sud e sulle Isole Maggiori, con punte di 41 o 42°C su Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, e 37 o 38°C sulle regioni centrali. Venti deboli variabili, più occidentali su Toscana, Umbria e Lazio, con raffiche di forte intensità nelle aree interessate dall’attività temporalesca. Mar Ligure e Tirreno settentrionale da mossi a molto mossi, calmi i restanti bacini. A Roma e a Palermo sarà una domenica da ombra e acqua fresca.
Lunedì tra rovesci al Nord e 43°C sulle Isole
Lunedì 20 luglio il cielo si farà nuvoloso al Nord, in particolare sui settori centro orientali, con temporali locali su Lombardia, pianure venete ed Emilia Romagna, dove i fenomeni potranno risultare anche intensi. Rovesci più frequenti pure sui settori alpini centro orientali e sull’Appennino emiliano romagnolo.
Al Centro e sulla Sardegna poco nuvoloso lungo le regioni tirreniche, mentre sulle aree appenniniche e adriatiche la copertura sarà più estesa, con addensamenti consistenti sulle Marche e qualche temporale mattutino; rovesci e isolati temporali anche sull’Abruzzo, in esaurimento dalla sera. Al Sud e sulla Sicilia poco nuvoloso, salvo addensamenti nelle ore centrali su Molise, Puglia e Basilicata con isolati rovesci, mentre resterà soleggiato su Campania, Calabria e Sicilia.
Le minime caleranno lievemente al Nord e sulle coste del medio basso Adriatico, in lieve aumento su Puglia salentina, Calabria e Sicilia. Le massime tenderanno ad abbassarsi rispetto alla media di questi giorni, però attenzione ai numeri: circa 36 o 37°C tra Umbria, Lazio e Abruzzo, 41 o 42°C su Puglia, Basilicata e Calabria, addirittura 43°C su Sardegna e Sicilia. Insomma, il Meridione resterà in trincea, e a Cagliari come a Napoli la parola refrigerio suonerà ancora astratta. Venti deboli variabili, con locali rinforzi settentrionali sulle coste del medio Adriatico; Mar Ligure, Tirreno e Adriatico settentrionale da mossi a molto mossi.




Da martedì il fresco scende lungo la Penisola
Tra martedì 21 e mercoledì 22 luglio la massa d’aria più fresca (dovrei dire, relativamente fresca, perché farà ancora caldo) guadagnerà terreno verso sud. Il calo termico non resterà confinato al Nord: coinvolgerà le regioni centrali e, a seguire, parte del Mezzogiorno, riportando il quadro su valori decisamente più gradevoli, come descritto anche in questa analisi sulla svolta stagionale attesa verso agosto.
Martedì 21 avremo cieli nuvolosi al Nord e sui settori del medio basso Adriatico, con rovesci e temporali diffusi; tempo stabile lungo le coste tirreniche e sulle Isole Maggiori, dove però le temperature resteranno alte. Mercoledì 22 gli addensamenti si concentreranno lungo la dorsale appenninica e sul Gargano, con fenomeni su Abruzzo, Molise e Puglia garganica, mentre altrove tornerà il sole. Sempre calde le due grandi isole e il basso Tirreno.
Poi, giovedì 23 luglio, una generale condizione di instabilità con addensamenti più consistenti al Centro Sud, che in serata potrebbero dar luogo a rovesci o temporali. Venerdì 24 il tempo tornerà più stabile, con residui fenomeni sulle regioni del basso Adriatico destinati a riassorbirsi entro sera.
Notti finalmente respirabili nelle città
C’è un dettaglio che i numeri raccontano male e che invece conta parecchio: il sonno. Dopo settimane di notti tropicali, con l’asfalto che restituisce calore fino all’alba e le finestre spalancate senza il minimo filo d’aria, le minime torneranno a scendere. Il recupero del comfort termico si avvertirà soprattutto nelle aree urbane, dove il cemento e gli edifici avevano trattenuto il caldo ben oltre il tramonto.
Chi ha attraversato una Pianura Padana alle undici di sera con 30°C e oltre ancora sul cruscotto sa perfettamente di cosa parliamo. Il refrigerio non sarà un ribaltone autunnale, per carità. Ma sarà quel respiro normale che in tanti aspettano da un mese, e che vale ben più di qualche grado sulla carta. Per capire quanto sia stata anomala questa fase, basta scorrere il quadro delle Regioni più colpite dal caldo estremo.
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