Adagio perché preferiremmo che il cambiamento fosse graduale, purtroppo sappiamo fin troppo bene che in presenza di un quadro meteorologico eccezionale quale quello che stiamo affrontando anche il cambiamento rischia seriamente di assumere connotati preoccupanti. Un cambiamento che, carte alla mano, dovrebbe manifestarsi entro la prima metà della prossima settimana, un cambiamento che però su alcune regioni d’Italia inizierà un po’ prima.
Segnatamente nelle regioni settentrionali, che ancora una volta si troveranno al limite tra l’anticiclone africano e la circolazione di aria fresca che progressivamente si farà largo in ampie zone d’Europa. I temporali che tra non molto si abbatteranno su queste zone ci ricorderanno che il troppo caldo non fa mai bene.
Alla fin fine la data del cambiamento resta quella, non sta cambiando nulla ed è importante farlo presente. Fino a qualche tempo fa era difficile inquadrarla con precisione, ragion per cui eravamo focalizzati sull’ultima decade del mese. Ora che i vari modelli di previsione riescono a spingersi verso quelle date possiamo dirvi che l’arrivo dell’aria fresca dovrebbe esserci.
Sì, ma quanto caleranno le temperature? Beh, non aspettiamoci tra colli clamorosi ovvero valori termici inferiori alle medie stagionali, piuttosto si tratterà semplicemente di un ritorno alla normalità. Guardate che non è poca cosa, considerate che in questo periodo in molte zone d’Italia le anomalie termiche positive si attestano tra i 10-15 °C.
Significa che con l’intervento dell’aria fresca nordica molto probabilmente perderemo gli stessi gradi. Conseguentemente i contrasti termici potrebbero generare un instabilità atmosferica a dir poco esplosiva, anche se di questi tempi stiamo imparando a capire che di mai visto prima c’è ben poco.
Ecco perché dovremmo prenderci ciò che arriverà senza nemmeno lamentarci troppo, in qualche modo tutto questo caldo dovrà pur finire quindi che termini in modo traumatico o meno l’importante è il risultato. Mandar via questa canicola assurda è la sola cosa che conta, anche se onestamente avremmo preferito altre modalità, magari meno tumultuose.
