C’è ancora un clima non particolarmente bollente. Le condizioni meteo si collocano attorno alle medie tipiche del periodo, senza eccessi di caldo. Eppure, rischiamo un nuovo peggioramento piuttosto intenso: nella giornata di Lunedì 16 Giugno una serie di temporali organizzati potrebbe svilupparsi e interessare parte del Nord Italia. Bisogna però sottolineare che non tutte le simulazioni dei modelli risultano concordi e, soprattutto, è difficile stimare una localizzazione precisa.
L’analisi del GFS delinea l’ipotesi di maggiori precipitazioni ed è il modello americano quello che prevede un peggioramento più deciso rispetto ad altre elaborazioni. Alcuni modelli europei – ECMWF, UKMO, ICON – tendono invece a ridimensionare il quadro, limitando i fenomeni soprattutto alle zone montuose, con qualche sconfinamento sulle aree di pianura, ma si tratterebbe di qualcosa di poco conto.
Tornando alle simulazioni del modello GFS, i primi segnali di instabilità potrebbero comparire già nel pomeriggio di Lunedì sulle Alpi. L’arrivo di correnti più fresche da nord potrebbe favorire la formazione di una serie di temporali, localmente anche di una certa intensità.
Il ruolo dell’ambiente caldo e umido sulla Pianura Padana
Il passaggio sulla pianura padana potrebbe risultare particolarmente delicato, a causa di un ambiente che rimane caldo e parecchio umido. Queste condizioni potrebbero alimentare ulteriormente i temporali, rendendoli più forti e organizzati nei cosiddetti sistemi multicellulari.
In questo scenario non è esclusa la formazione di una linea temporalesca in grado di produrre fenomeni localmente rilevanti: raffiche di vento anche molto forti, improvvisi rovesci di pioggia e possibili grandinate di medie dimensioni. Le aree maggiormente esposte sarebbero le alte e medie pianure del Nord, con particolare attenzione al Piemonte settentrionale, alla Lombardia orientale, al Veneto e al Friuli occidentale.
Va precisato tuttavia che la distribuzione dei fenomeni rimane ancora incerta. Molto dipenderà dalla reale intensità dell’ingresso fresco e dalla capacità dei temporali alpini di trasformarsi in sistemi più organizzati durante lo spostamento verso la pianura. Ovviamente, se la quota di geopotenziale è troppo alta e la temperatura elevata attorno ai 1.500 metri, per un fenomeno fisico il temporale non si forma.

Residua instabilità tra Lunedì sera e Martedì
Anche la notte tra Lunedì e Martedì e la prima parte della giornata di Martedì 17 Giugno potrebbero essere caratterizzate da una residua instabilità. Gli acquazzoni potrebbero interessare ancora alcune aree montuose e pedemontane, mentre sulle pianure la situazione dovrebbe progressivamente migliorare, con il ritorno di maggiori schiarite.
In arrivo la seconda ondata di caldo dell’estate
E sul dopo? I modelli sono ormai concordi: sta per arrivare una nuova e intensa ondata di caldo, la seconda dopo quella di Maggio. Quanto durerà? È ancora presto per dare risposte precise. Non resta che consigliare ai lettori di seguire i prossimi aggiornamenti per capire sia la durata sia l’intensità del caldo.

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