(METEOGIORNALE.IT) Importante cambiamento meteo nei prossimi giorni. Le aree settentrionali risulteranno spesso e volentieri sotto un flusso occidentale abbastanza deciso. Non ci saranno vere e proprie ondate di maltempo, ma il tempo quotidiano risulterà spesso e volentieri compromesso da un instabilità latente.
Andiamo per gradi
Tutto cambia già da martedì 9. Nel pomeriggio e in serata le regioni settentrionali saranno interessate dal ritorno delle correnti occidentali, che favoriranno la formazione dei primi temporali organizzati, con qualche sistema multicellulare e magari occasionali supercelle.
Le precipitazioni potrebbero risultare ancora molto forti, col rischio di qualche grandinata qua e là. Ciò non toglie che vivremo un primo e sensibile calo delle temperature. Nulla a che vedere con il caldo fuori logica dell’ultima decade del mese di maggio.
Ancora maltempo
I modelli GFS ed ECMWF sono chiari. A partire dall’11 giugno, infatti, una profonda saccatura atlantica dovrebbe compromettere il tempo su buona parte dell’Europa occidentale, posizionando il proprio asse tra l’Europa centrale e l’arco alpino.
Una configurazione di questo tipo è generalmente associata a condizioni di forte instabilità e alla formazione di sistemi temporaleschi diffusi, proprio nelle regioni settentrionali ma in parte pure in quelle centrali. Non è una saccatura tipica dell’inverno o dell’autunno, sia chiaro, ciò non toglie che potrebbe arrivare un nuovo brusco stop al caldo.

Attenzione ai temporali violenti
L’ingresso di aria più fresca in quota, a contatto con le masse d’aria più calde presenti nei bassi strati dell’atmosfera, farà da miccia per lo sviluppo di fenomeni localmente di forte intensità. Le aree maggiormente esposte sono sicuramente quelle del Nord Italia, in particolare Lombardia, Trentino e settori alpini e prealpini, dove gli accumuli di pioggia potrebbero risultare molto elevati nel corso di pochi giorni.
Attenzione che, come sovente accade in questi casi, il rischio grandine è decisamente concreto, ma sappiamo che è una idrometeora difficilissima da prevedere anche solo a poche ore dall’evento. Si può parlare di rischi e non di certezze.

Le temperature
I valori termici potrebbero portarsi al di sotto delle medie climatiche del periodo, soprattutto nelle aree interessate dalle precipitazioni più frequenti. In molte aree della Valle Padana, soprattutto sotto temporali diffusi, le temperature massime potrebbero faticare a superare i 23-25 gradi, lontanissimi dai valori roventi di fine maggio. Sulle Alpi, inoltre, il raffreddamento dell’aria potrebbe consentire il ritorno della neve oltre i 2.220-2.500 metri di quota, un evento non eccezionale per la stagione, ma comunque degno almeno un poco di nota.

Alta pressione duratura?
Si vede un cambiamento a cominciare lentamente dal weekend del 13-14. Ma non è ancora chiaro se sia qualcosa di duraturo o meno. Si tratterebbe comunque di una tregua probabilmente limitata nel tempo e ancora tutta da confermare.
Per il momento, l’elemento più rilevante resta il netto cambio di scenario rispetto alle settimane precedenti. Dopo il caldo precoce e le giornate quasi estive di fine maggio, prepariamoci quindi a un’altra fase di maltempo e di clima piuttosto incerto. Non sarà mai troppo caldo e soprattutto il rischio temporalesco sarà qualcosa con cui convivere quotidianamente.
Concludiamo dicendo che, se la tendenza meteo che vi abbiamo mostrato in questo articolo dovesse essere confermata, l’avvio di questo giugno potrebbe essere ricordato come uno dei più capricciosi e instabili degli ultimi anni.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
