Non solo tanto caldo ma anche violenti temporali: è questa la dinamica che sta condizionando in questi ultimi giorni la fascia centrale dell’Europa, in particolar modo quella settentrionale dell’arco alpino, dove nelle scorse ore si sono sviluppati fenomeni estremi proprio innescati dal troppo calore presente nei bassi strati.
Temporale su Zurigo: danni, allagamenti e feriti
Eloquente il temporale su Zurigo che ha colpito fortemente la città nel corso della serata di venerdì 19 giugno. Il temporale ha provocato danni ingenti e momenti di forte apprensione in tutta la città svizzera. Il tutto si è manifestato in pochi attimi, considerando che la cella temporalesca ha avuto una crescita esponenziale che nessuno si sarebbe mai aspettato poche ore prima dell’evento.
Nell’arco di un paio d’ore il temporale ha assunto connotati supercellulari, divenendo un autentico sistema ben organizzato e colmo di fenomeni estremi come nubifragi, raffiche di vento impetuose e grandinate.
Città nel caos in pochi minuti
Nel giro di pochi minuti diverse zone della città sono finite nel caos. Numerosi alberi sono stati abbattuti dalla forza del vento, finendo su strade, marciapiedi e linee del trasporto pubblico. Le raffiche hanno causato danni anche a edifici e infrastrutture, capaci addirittura di distruggere intere vetrate.
Diverse linee tranviarie hanno subito interruzioni per colpa di molti alberi finiti su binari e reti elettriche. Inoltre segnaliamo la presenza di diversi feriti.
Sottopassi e stazione centrale allagati
Da non tralasciare il discorso dei nubifragi, visto che hanno letteralmente allagato enormi porzioni della città e soprattutto i sottopassi. Sott’acqua anche la stazione centrale di Zurigo, uno dei principali snodi ferroviari della Svizzera.
Perché il temporale è stato così violento?
Ma come mai questo temporale è stato così violento nonostante la presenza di un anticiclone così imponente su più di mezza Europa? Ebbene dobbiamo precisare che si è trattato di un episodio estremamente isolato, seppur molto violento.
Questo genere di episodi di maltempo estremo va purtroppo ad inserirsi all’interno della casistica dei fenomeni estremi dovuti al troppo caldo presente nei bassi strati, il quale va ad interagire con qualche debole infiltrazione fresca che riesce a raggiungere l’Europa in questo mare di alta pressione.
Caldo e umidità, troppa energia!
Tutta l’energia presente nei bassi strati, che consiste semplicemente nella presenza di aria molto calda e umida, diviene un autentico carburante pronto all’uso per i temporali che, in men che non si dica, riescono a raggiungere grosse dimensioni fino a produrre grandinate, nubifragi e violente raffiche di vento.
I fattori che hanno favorito questo episodio estremo sono stati:
- temperature molto elevate nei bassi strati;
- elevata umidità accumulata nei giorni precedenti;
- infiltrazioni di aria più fresca in quota;
- forte energia potenziale disponibile per lo sviluppo convettivo.
In effetti sono ormai molti giorni che in Svizzera registriamo temperature esagerate per il periodo e per quelle che sarebbero le tipiche medie svizzere. Giornate intere con temperature oltre i 33 o 34°C e notti con temperature molto alte e tantissima umidità chiaramente rappresentano un grosso campanello d’allarme in vista dei fenomeni estremi.
Nonostante la presenza dell’alta pressione, è bastato un piccolo innesco in alta quota generato da refoli freschi provenienti dall’Atlantico per produrre temporali di queste dimensioni e di questa violenza.
