Quest’ultimo punto rappresenta in qualche modo una piccola novità rispetto a quanto emerso dall’analisi modellistica dei giorni scorsi, allorquando la giornata di mercoledì veniva indicata come quella propizia alla definitiva accelerazione termica. Va detto che le temperature stanno salendo e continueranno a farlo anche nei prossimi giorni, ma non con la velocità ipotizzata tempo addietro.
In realtà cambia poco o nulla, quelle stesse emissioni modellistiche confermavano un weekend – il penultimo di Giugno – all’insegna del caldo atroce. Sarà così, perché a detta delle proiezioni termiche attuali non possiamo far altro che confermare valori ampiamente superiori alle medie stagionali.
Abbiamo dato un’occhiata alle varie mappe delle anomalie termiche europee e dobbiamo dirlo: c’è poco da stare allegri. Si scorgono colorazioni rosso fuoco, evidentemente rappresentative di pesanti anomalie positive. Possiamo tranquillamente affermare che avremo a che fare con temperature di 8-10°C superiori alle medie stagionali.
A fronte dell’isoterma +20°C, che nel corso del weekend dovrebbe abbracciare praticamente tutte le nostre regioni, si prospettano massime over 35°C. Non solo, in diverse località di Sardegna, Sicilia e Sud Italia la colonnina di mercurio dovrebbe raggiungere – forse addirittura superare – quota 40°C.
L’altro fattore determinante, non dobbiamo scordarlo, sarà l’umidità relativa. In rapida ascesa, il ché ovviamente si tradurrà in una maggiore percezione del caldo. Caldo che diventerà afoso, caldo che pertanto sarà davvero insopportabile anche durante la notte. Avete presente la definizione di “notti tropicali”. Ecco, appunto, al di là dell’aspetto puramente tecnico – dettato dal valore minimo registrato – la sensazione sarà proprio quella.
Quindi, ricapitolando, a partire dal 20 Giugno prenderà il via la prima super ondata di calore e peraltro dovrebbe intrattenersi per buona parte della prossima settimana. A tal proposito dobbiamo dirvi che alcune emissioni modellistiche, soprattutto quelle europee, suggeriscono qualche timido segnale di cambiamento.
Non un vero e proprio cedimento dell’Alta Pressione, questo è giusto dirlo, piuttosto qualche piccola crepa che se confermata potrebbe facilitare l’inserimento di qualche spiffero d’aria umida in quota. Si tratterebbe di sbuffi oceanici, capaci di esaltare i contrasti termici e quindi di dar luogo a instabilità atmosferica particolarmente marcata.
Giusto ripeterlo: attualmente è un’ipotesi, non una previsione. Sappiamo fin troppo bene che quando abbiamo a che fare con l’Anticiclone Africano è molto più probabile una sua permanenza in loco piuttosto che una rapida disfatta. Anche perché, altro elemento non trascurabile, ormai stiamo andando incontro all’Estate astronomica e le varie proiezioni stagionali continuano a battere il tasto di una stagione letteralmente rovente.
