
Da un lato, l’editoria generalista preme sull’acceleratore del sensazionalismo mostrando mappe dell’Europa letteralmente infuocate, con anomalie positive capaci di spingersi fino a 8 gradi sopra le medie del periodo e lo spettro di opprimenti ‘Heat Dome’ subtropicali.
Guardando invece le mappe meteo deterministiche, la situazione cambia completamente: l’Italia e il Mediterraneo si mostrano decisamente vulnerabili. Ci attende infatti una prima forte ondata di temporali tra il 9 e l’11 giugno, seguita da un periodo di maltempo ancora più diffuso e intenso che ci accompagnerà dal 15 al 21 del mese.
Capire l’evoluzione del tempo richiede di andare oltre le temperature al suolo per esaminare la disposizione della pressione in quota, spingendosi fino alla bassa stratosfera e alla quota isobarica di 250 hPa.
A queste quote si attivano i meccanismi che causano l’estrema instabilità meteo: parliamo della biforcazione della corrente a getto, ovvero la divisione strutturale del flusso d’aria ad alta velocità. Il moto ondulatorio delle correnti oceaniche non consente lo stabilizzarsi di figure di alta pressione omogenee, rendendo la stagione estiva estremamente variabile.
SPLIT JET: la scomposizione strutturale dei venti d’alta quota
Il mio approccio a questo strano fenomeno si basa sulle leggi idrodinamiche che governano il jet stream quando la circolazione atmosferica zonale subisce un brusco indebolimento. Invece di muoversi compatta come un unico flusso da ovest verso est, il getto si è scisso in due correnti distinte, perdendo la sua classica azione di sbarramento tra l’aria artica e quella tropicale.
La corrente a getto polare, infatti, è risalita di latitudine, spingendosi ben oltre la Penisola Scandinava. Nel frattempo, la corrente subtropicale secondaria si è distesa sul Mediterraneo, rallentando la sua corsa e muovendosi con una traiettoria fortemente ondulata.
Questa spaccatura profonda condanna il cuore del vecchio Continente ad un insidioso stallo. Quando la corrente a getto, il grande ‘fiume’ che viaggia ad alta quota, diventa debole e instabile, le gigantesche ‘cupole’ di aria calda subtropicale restano facilmente bloccate nello stesso posto. I modelli meteorologici dimostrano che è proprio questo blocco a causare ondate di calore eccezionali e fuori dalla norma.
L’espansione dell’anticiclone subtropicale verso l’Europa meridionale genera un canale che muove le correnti oceaniche decisamente più fresche verso l’Italia. Questo significa che l’Italia non sarà protetta da un solido anticiclone, ma resterà costantemente esposta alle perturbazioni provenienti da ovest.
IL ‘CAOS’ DI METÀ GIUGNO: l’alternanza tra anomalie di temperatura e i violenti temporali
Le conseguenze dirette di questo ‘Split Jet’ si manifesteranno con violenza nel corso delle prossime settimane. L’anomalia di +8°C in libera troposfera non si tradurrà in una stabilità assoluta, ma agirà come un formidabile accumulatore di energia per lo sviluppo di nubi temporalesche.
L’alta pressione sta cedendo e l’aria calda e umida intrappolata vicino al suolo diventerà una vera ‘bomba a orologeria’, pronta a scatenare il maltempo. Non appena il ramo inferiore della corrente a getto indirizzerà un debole afflusso di aria fresca in quota (come accadrà nella pausa del 9-11 giugno e nella successiva fase instabile del 15-21), lo scontro con la preesistente massa d’aria rovente provocherà un’immediata risposta instabile.
La mia analisi scientifica scarta quindi l’ipotesi di un’estate uniforme e costante nella prima metà del mese. La frammentazione della corrente a getto espone l’Italia, quindi, ad un quadro di costante e severa vulnerabilità. I fenomeni temporaleschi che ne derivano non saranno accompagnati dalle tradizionali e benefiche piogge estive, bensì da sistemi a mesoscala ad asse obliquo, in grado di dar luogo a violente grandinate di grosse dimensioni e a impetuosi downburst.
Entriamo nella fase centrale di giugno, durante la quale il clima italiano si trasformerà in un vero e proprio banco di prova per eventi meteo estremi. Di conseguenza, l’osservazione costante della corrente a getto sarà l’unico strumento efficace per prevedere con precisione dove si abbatteranno le tempeste più intense. (METEOGIORNALE.IT)
