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      Home » Sole e caldo a oltranza: ritorna l’incubo siccità sull’Italia
      A Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Sole e caldo a oltranza: ritorna l’incubo siccità sull’Italia

      In questo articolo analizziamo un problema che potrebbe aggravarsi

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 15/06/2026
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      5 Min Lettura
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      Contents
      • Brutte notizie
      • Due problemi sostanziali
      • Le politiche sbagliate
      • Ma non dimentichiamoci che…

      Siamo di fronte una fase meteo decisamente calda lunga e ovviamente molto secca. Non ci sarà, tutto a cominciare da martedì 16, la benché minima possibilità di fronti perturbati per diverso tempo. E allora la paura va verso una direzione specifica. La siccità.

       

      Chiariamo subito un concetto molto importante. Siamo lontani dalle condizioni estremamente critiche vissute nel 2017, 2022 e 2023, anche se resta fondamentale ricordare che si tratta di proiezioni a lungo termine e che se avremo un’estate bollente la situazione non potrà far altro che peggiorare.

       

      Brutte notizie

      I modelli climatici non riescono a vedere con precisione infatti la possibilità di nuove fasi piovose sull’Italia. E anche se ha piovuto tantissimo nel periodo invernale, se abbiamo una stagione rovente e secchissima la situazione ritorna al punto di partenza.

       

      Cominciamo a fare un distinguo. Il Nord Italia rimane il punto più delicato della questione, considerando il suo ruolo centrale nell’agricoltura nazionale. Una disponibilità idrica adeguata è ancora essenziale, perché siamo nel periodo di massimo prelievo idrico per l’agricoltura.

       

      Se però questa fase così calda e siccitosa dovesse protrarsi ancora molto a lungo, l’intera area settentrionale potrebbe rapidamente scivolare verso una condizione di siccità moderata, con conseguenze particolarmente serie, soprattutto a cominciare dalla seconda metà di agosto.

       

      Due problemi sostanziali

      Oltretutto, storicamente, il Settentrione non è mai stato una zona abituata a lunghi periodi di carenza idrica. La presenza di grandi fiumi, laghi e riserve naturali ha favorito per secoli un’agricoltura prospera, creando però anche la convinzione che l’acqua fosse qualcosa di praticamente inesauribile.

       

      E invece no, ci siamo accorti che il cambiamento climatico distrugge le nostre convinzioni. Come se non bastasse, la crescita demografica della Pianura Padana ha aumentato enormemente la domanda di risorse. Più persone significano maggiori consumi alimentari, più necessità industriali e più utilizzo quotidiano di acqua.

       

      A questo si aggiunge un altro elemento emblematico: estati sempre più lunghe, calde e secche. Quindi il doppio problema della pressione demografica e dei cambiamenti climatici mettono sotto un enorme stress l’intera zona.

       

      Le politiche sbagliate

      Per troppo tempo si è sperato che le situazioni critiche fossero episodi temporanei destinati a risolversi spontaneamente. Ma il cambiamento climatico ha modificato in modo strutturale il nostro rapporto con l’acqua. Servono quindi delle opere utili a tenere l’acqua, esattamente come per tanto tempo si è fatto nelle regioni meridionali.

       

      E non è tutto. L’agricoltura intensiva e gli allevamenti richiedono quantità enormi e costanti di acqua dolce. A queste esigenze si sommano quelle civili e industriali di un territorio densamente popolato e altamente urbanizzato. Una siccità severa, quindi, avrebbe conseguenze decisamente molto più serie rispetto a un tempo e più importanti se confrontate con altre aree italiane.

       

      Ma non dimentichiamoci che…

      Il problema riguarda tutti, sono escluso. il fattore più evidente resta l’aumento delle temperature. Gli ultimi decenni hanno visto estati sempre più torride e persistenti, capaci di mettere in difficoltà non solo le persone ma anche gli ecosistemi agricoli.

       

      Le piante, pur essendo resilienti, si adattano con più lentezza ai cambiamenti climatici Ecco perché avere 40 gradi su suolo padano o averne 48 sul suolo siciliano è un dramma. Noi possiamo salvarci stando in ambienti chiusi e utilizzando il condizionatore (ovviamente finché ci sarà corrente…), ma flora e fauna non riescono ad adattarsi a questi sbalzi mete climatici e quindi vanno preservate. E purtroppo il futuro non è granché roseo, con stagioni sempre più bollenti e piogge che diventeranno a singhiozzo, occasionali e molto violente, come le cronache già ci insegnano.

       

      CREDIT

      • IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change (rapporti scientifici sul clima)
        https://www.ipcc.ch/reports/
      • Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) – Stato del clima globale
        https://wmo.int/publications
      • Copernicus Climate Change Service – Dati climatici europei (temperature, precipitazioni, anomalie)
        https://climate.copernicus.eu/
      • Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) – Cambiamento climatico in Europa
        https://www.eea.europa.eu/en/topics/in-depth/climate-change
      • ISPRA – Bollettino Siccità nazionale
        https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/acqua/bollettino-siccita
      • ISPRA – Portale siccità e indicatori idrologici
        https://www.isprambiente.gov.it/pre_meteo/siccitas/
      • European Drought Observatory (EDO) – Monitoraggio siccità europeo
        https://edo.jrc.ec.europa.eu/
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