(METEOGIORNALE.IT) Gli strascichi dei peggioramenti meteo vissuti nel corso della settimana, ormai terminata, stanno abbandonando le nostre regioni. E’ vero, continueranno a verificarsi locali temporali di calore sull’arco alpino ma non saranno fenomeni sostenuti da nuove perturbazioni, piuttosto si tratterà di precipitazioni consone al periodo e non dovrebbero avere l’intensità esagerata registrata ultimamente
Il merito del miglioramento è certamente imputabile al promontorio anticiclonico che sta abbracciando le nostre regioni e dopo la rinfrescata – localmente importante – ecco che le temperature riprendono a salire. Un aumento che almeno inizialmente non sarà affatto preoccupante, il caldo tutto sommato sarà accettabile senza quegli eccessi di calura che abbiamo patito nell’ultima decade di Maggio.
A questo punto è lecito interrogarsi sulla portata della rimonta anticiclonica, anche e soprattutto in virtù di proiezioni modellistiche che continuano costantemente a cambiare. Fino a qualche ora fa i modelli matematici concordavano nel mostrarci un’Alta Pressione capace di accelerare con forza nella seconda parte della prossima settimana, mentre ora emerge qualche dubbio.
Dubbi legati principalmente alle ingerenze oceaniche, ampiamente confermate sul Nord Italia probabilmente a cavallo tra mercoledì e giovedì ma che in seguito potrebbero sfociare addirittura in un peggioramento ben più consistente. Stiamo parlando del prossimo weekend, quindi tra circa una settimana, allorquando un affondo depressionario proveniente addirittura dal Nord Europa potrebbe impattare sul Mediterraneo centrale provocando un’ondata di maltempo di tutto rispetto.
Prima di occuparci dettagliatamente di questo scenario, al momento da considerarsi tutt’altro che scontato, dobbiamo per forza di cose soffermarci sull’Alta Pressione. La sua presenza, infatti, è ampiamente confermata e lo sarà soprattutto nelle regioni del Centro Sud e tra le due Isole Maggiori dove comunque si prospetta una settimana particolarmente calda.
Quanto calda? Stante le attuali proiezioni modellistiche possiamo darvi qualche buona notizia, difatti sono state cancellate le punte termiche che avrebbero potuto pilotare le temperature verso picchi di 40°C. Per capirci: l’isoterma +20°C a 1500 metri, una tra le più temibili, non dovrebbe riuscire a raggiungerci.
Chiaramente il condizionale è d’obbligo perché in situazioni analoghe è capitato sovente di assistere a clamorosi ribaltoni da un giorno all’altro. Ragion per cui non possiamo escludere a priori che i centri di calcolo internazionali tornino sui loro passi riproponendoci termiche in grado di dar luogo a un’ondata di calore di portata eccezionale.
Ma torniamo per un momento sui temporali. Come detto continueranno a coinvolgere l’arco alpino, anche ad inizio settimana. Non solo, qualche acquazzone pomeridiano – ovviamente accompagnato da fulmini, tuoni e qualche grandinata – potrebbe colpire la dorsale appenninica. L’instabilità atmosferica potrebbe accelerare a metà settimana nelle regioni del Nord, allorquando un impulso instabile di matrice nord atlantica potrebbe spingersi in quella direzione.
Ed ora l’ipotesi maltempo. Detto che l’impulso succitato dovrebbe comunque innescare una contrazione termica in tutta Italia, nel fine settimana successivo potrebbe arrivare una vera e propria depressione dal Nord Europa. Se così fosse potremmo assistere a un peggioramento particolarmente incisivo, associato a un vero e proprio crollo delle temperature e in virtù del caldo pregresso i fenomeni potrebbero risultare anche stavolta piuttosto violenti.
Fenomeni che potrebbero risultare diffusi, espandendosi da nord verso sud. Sarà eventualmente da valutare la durata del maltempo, anche perché secondo alcuni autorevoli centri di calcolo internazionali potrebbe isolarsi una goccia fredda proprio su di noi. Ma dobbiamo ripeterci: è un’ipotesi, non una previsione.
Le carte in tavola potrebbero cambiare, anche perché in presenza dell’Alta Pressione sappiamo fin troppo bene che dare tutto per scontato non ha alcun senso. Alta Pressione che potrebbe riuscire ad arginare l’ansa depressionaria ed ecco che a quel punto il tempo si manterrebbe stabile e il caldo potrebbe persino accelerare. (METEOGIORNALE.IT)

