(METEOGIORNALE.IT) Ma come? Le previsioni meteo raccontavano un’altra storia. Parlavano di sole, di caldo, insomma di bel tempo. Invece, improvvisamente, ecco il cielo diventare scuro, minaccioso. Improvvisamente ecco i fulmini, i tuoni, la grandine. Ma com’è possibile?
Chissà quante volte vi sarà capitato di trovarvi in una situazione di questo tipo. Aver organizzato un’uscita, una giornata in montagna, una gita fuori porta. Aver quindi consultato le previsioni, le varie app sul vostro cellulare, convinti che il tempo non avrebbe fatto i capricci.
Invece, improvvisamente, tutto cambia. Lecito, quindi, domandarsi perché… Perché la previsione non è stata affidabile? Perché davano sole, al più qualche nuvola qua e là, invece ci si ritrova sotto il temporale? Rispondere non è affatto semplice, forse lo sarebbe qualora si avesse un po’ di esperienza in materia.
Talvolta tuttavia è davvero difficile spiegare il perché di una previsione errata. Perché non lo si vuole accettare, perché si ritiene che con tutta la tecnologia a disposizione non sia possibile cannare una previsione. Eppure succede, ciò significa che anche a fronte dei più sofisticati modelli matematici qualcosa può incepparsi.
Quel qualcosa può avere cause differenti, diciamo però che nel momento in cui si guarda all’instabilità diurna non è affatto semplice stilare una previsione puntuale. Troppe le variabili in gioco, a dispetto di alcuni indici quali il cosiddetto “Cape” piuttosto che il “Lifted Index” capaci di darci preziosi suggerimenti su quelle che potrebbero essere le aree più a rischio temporali.
Il termine “rischio” ingloba al suo interno il concetto di probabilità. Ovvero in una determinata zona vi sarà alta probabilità di temporali. Questo lo si può dire, però attenzione perché anche laddove la probabilità sarà maggiore l’esatta collocazione della cella temporalesca potrebbe determinare variazioni in termini di distribuzione dei fenomeni.
Talvolta bastano poche centinaia di metri per far sì che piova in un determinato quartiere cittadino mentre magari dall’altro lato della città splende il sole. Ed è normale che sia così, stiamo parlando di uno dei fenomeni più imprevedibili in assoluto. Stiamo parlando di uno di quei fenomeni che dipende evidentemente anche da condizioni microclimatiche.
Gli indici succitati sono una preziosissima fonte d’informazioni, su questo non ci piove, ma quando si ha a che fare col riscaldamento del suolo – quindi con la genesi di bolle d’aria caldo umida destinate a sollevarsi rapidamente verso le alte quota – non possiamo assolutamente sapere con esattezza quale sarà l’esatto posizionamento della cella temporalesca.
Serve il monitoraggio costante, serve osservare altri strumenti quali ad esempio le preziosissime immagini satellitari perché attraverso l’analisi della copertura nuvolosa in real time si è in grado di aggiornare immediatamente la previsione. Ecco, questo è il giusto lavoro da fare.
Ipotizzare le aree maggiormente a rischio, dopodiché affidarsi agli strumenti che consentono l’analisi in tempo reale della situazione. Allora sì che la previsione può considerarsi affidabile. (METEOGIORNALE.IT)
