Fragilità che permetteranno a qualche spiffero d’aria relativamente fresca – sarebbe meglio dirvi aria mite, perché questa è la realtà – di raggiungere le nostre regioni e in tal senso abbiamo già avuto un assaggio degli effetti destabilizzanti. Ovviamente si parla di instabilità atmosferica, ovviamente si fa riferimento a quei temporali di calore che nel corso delle ultime ore hanno ripreso quota sui rilievi.
I temporali, giusto soffermarsi un attimo su quelli che saranno i fenomeni atmosferici delle prossime ore e dei prossimi giorni. Perché almeno sino a venerdì non mancherà occasione per osservare imponenti nubi convettive stagliarsi a ridosso dei rilievi, quindi più in generale nelle zone interne.
Fulmini e tuoni annunceranno i rovesci di pioggia ma attenzione, perché pur essendoci variazioni rispetto a quanto accaduto nelle settimane scorse – allorquando erano vere e proprie perturbazioni atlantiche ad innescare quel tipo di precipitazioni – saranno scrosci da non sottovalutare.
Si tenga conto, infatti, che i contrasti termici saranno davvero imponenti. Si tenga conto che il caldo assurdo del weekend appena trascorso ha fornito quell’energia necessaria a far sì che i fenomeni possano risultare localmente violenti. Quindi non soltanto scrosci di pioggia qua e là ma evidentemente il rischio – elevato – che possano assumere carattere di nubifragio.
Non solo, come al solito ci aspettiamo delle grandinate e dei colpi di vento e dal punto di vista previsionale occorrerà aggiornarsi costantemente. Perché la previsione dei temporali, è bene non scordarselo mai, è la più difficile in assoluto perché oltre a ciò che narrano le mappe ad alta risoluzione si dovranno considerare le peculiarità microclimatiche delle nostre regioni.
Peculiarità che evidentemente potrebbero incidere – non poco – soprattutto sulla distribuzione dei fenomeni. Peculiarità che potranno agire anche sulla forza dei nubifragi e sulla grandezza dei chicchi di grandine. In simili occasioni sarà importantissimo tenere sott’occhio quegli strumenti necessari al monitoraggio in real time. Il riferimento è ai vari radar meteorologici regionali e alle rilevazioni satellitari.
Giusto a questo punto aprire una parentesi importante, ovvero l’aspetto termico. Perché le temperature, pur mantenendosi generalmente al di sopra delle medie stagionali – soprattutto per quel che concerne le isoterme di riferimento alle varie quote – scenderanno di qualche grado. 2-3°C, generalmente, ma anche qualcosa in più nelle regioni adriatiche.
Poi chiaramente ci saranno da considerare le diminuzioni innescate dai temporali, ben più corpose laddove presenti. In concomitanza di questi fenomeni potranno scendere anche di 10°C e oltre, ma chiaramente saranno flessioni temporanee. Però è giusto saperlo ed evidenziarlo, perché in un mare anticiclonico africano è comunque una notizia importante.
Anche perché, carte alla mano, nell’ultimo weekend di Giugno avremo a che fare con un’altra accelerazione del caldo atroce. Sarà tema di approfondimento di un altro articolo, ma quel che possiamo anticiparvi è che torneranno valori a dir poco esagerati. 20°C a 1500 metri, forse localmente anche qualcosina in più.
Per farla breve: il weekend sarà rovente quanto quello precedente. Ci aspettiamo picchi di 37-38°C piuttosto diffusi e come al solito non mancheranno aree d’Italia dove la colonnina di mercurio potrebbe spingersi verso 40°C. Forse anche 42-43°C nelle Isole Maggiori, che da questo punto di vista non si smentiscono mai.
Comunque, il tema verrà affrontato con dovizia di particolari in un altro approfondimento e vi invitiamo “caldamente” a non perderlo perché le novità non mancano e non mancheranno affatto anche nei prossimi giorni.
