Mondiali 2026, dentro lo Stadio di Dallas ci saranno i droni in volo. Vediamo il perché
Tifosi, droni e caldo record sotto osservazione: ecco come il Nord del Texas si prepara a blindare nove partite del torneo più seguito al mondo.
Quaranta milioni di dollari. Tanto è costato il nuovo centro operativo che, nel Texas settentrionale, terrà sotto controllo ogni possibile minaccia durante i Mondiali. Non è un caso isolato: rientra in una lunga serie di misure di sicurezza messe a punto in tutto il Nord America in vista dell’estate.
Mentre decine di migliaia di tifosi seguiranno le partite, le autorità locali e federali non li perderanno di vista un solo istante. Il torneo toccherà 16 città e prevede 104 incontri, e i costi per la sicurezza, sommando tutto, dovrebbero raggiungere diverse centinaia di milioni di dollari sull’intero continente. Nell’area di Dallas-Fort Worth, dove si giocheranno nove partite, quel centro operativo da 40 milioni è una delle carte su cui le autorità puntano di più.
Chi lavorerà lì dentro? Diversi dipartimenti di polizia del Nord del Texas, agenti della polizia statale e funzionari federali, dall’FBI ad altre agenzie. Tutti avranno come base il Centro Operativo di Emergenza della Contea di Dallas per la durata del torneo. La struttura, va detto, è nata grazie a un pacchetto di stimolo federale del 2021, approvato sotto l’allora presidente Joseph R. Biden Jr.
“L’obiettivo principale è essere pronti a tutto”, ha spiegato Clay Jenkins, il più alto funzionario eletto della contea di Dallas, durante un recente tour aperto alla stampa. Una visita che ha fatto capire bene quanto siano imponenti i preparativi in corso, qui come in molte altre regioni ospitanti.
Dentro l’edificio si trova un po’ di tutto: uffici per le forze dell’ordine, una sala conferenze all’avanguardia per i briefing, un magazzino per stoccare le attrezzature. E poi il cuore pulsante della struttura, dove i funzionari possono seguire in tempo reale le telecamere del traffico, i radar meteorologici, lo spazio aereo, le trasmissioni dei notiziari. Tutto sotto lo stesso tetto.
Un tetto, peraltro, costruito per reggere l’urto. Una parte dell’edificio è stata progettata per resistere a un tornado con raffiche oltre i 320 chilometri orari, e dispone di energia elettrica e acqua sufficienti a tenere duro una settimana intera, senza bisogno di rifornimenti.
Le minacce da scongiurare sono parecchie. Gli agenti dicono di essere pronti a fronteggiare scenari di ogni tipo allo stadio di Arlington, così come al FIFA Fan Festival, che si svolge a oltre 30 chilometri più a est, e perfino ai festeggiamenti improvvisati che potrebbero riversarsi nelle strade.
Cosa tiene svegli i responsabili la notte? Attacchi terroristici di singoli individui, droni che sconfinano dove non dovrebbero, scontri tra opposte tifoserie. E il caldo, naturalmente. Nella regione di Dallas la colonnina di mercurio in piena estate sfiora regolarmente i 38°C, un fastidio per chi ci vive, una vera insidia per chi arriva da fuori e non è abituato all’afa texana.
“Anche se la radio segna 40°C quel giorno, la temperatura percepita può schizzare fino a 49°C se resti fermo in autostrada, con i motori surriscaldati tutt’intorno”, ha avvertito Jenkins. Le auto si surriscaldano, vanno in avaria, e a quel punto chi prova a scendere per proseguire a piedi rischia di cuocere sotto il sole. Un effetto domino, insomma.
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