Ed allora cerchiamo di capire anzitutto i motivi, poi andremo dritti al punto provando a capire – carte alla mano – quali saranno le differenze previsionali più evidenti. Anzitutto le cause. Parliamo di un impulso instabile di matrice oceanica proveniente da nord-nordovest, destinato anzitutto all’arco alpino e a stretto giro al Nord Italia.
Gli effetti sono facilmente ipotizzabili: temporali. Fenomeni atmosferici tipici di questo periodo, ma in virtù dei soliti contrasti termici potranno assumere carattere di vero e proprio nubifragio. Non solo, le grandinate saranno un altro elemento da mettere in conto e riguarderanno maggiormente la Val Padana laddove il gradiente termico verticale – responsabile dello sviluppo di imponenti nubi convettive – sarà più incisivo.
Lecito attendersi precipitazioni particolarmente violente ed allora ecco che il monitoraggio in tempo reale – il cosiddetto nowcasting – sarà quanto mai importante. Si dovranno osservare strumenti quali le immagini satellitari e quelle elaborate dai vari radar meteorologici regionali. Perché un conto è la previsione, fondamentale, un altro paio di maniche è la reale distribuzione di fenomeni così complessi come i temporali.
L’intrusione d’aria fresca ci sarà e questo è l’altro elemento da approfondire. L’aria fresca sembra destinata a scorrere lungo il bordo orientale di un possente Anticiclone in posizionamento sull’Europa occidentale. La parte più corposa dovrebbe transitare appena a est delle nostre regioni, dirigendosi pertanto sull’Europa orientale e sudorientale. Ciò non toglie che anche sul nostro Paese produrrà effetti termici comunque importanti.
Le temperature sono destinate a calare, maggiormente lungo la fascia adriatica dove peraltro si prospettano rapidi fenomeni temporaleschi. Rapidi ma allo stesso tempo intensi, peraltro potrebbero non limitarsi esclusivamente ai rilievi – come sembrava inizialmente – ma potrebbero colpire anche sulle coste.
Ribadiamo quanto scritto pocanzi: la necessità di monitorare la situazione in tempo reale. Perché anche in questo caso potrebbero verificarsi fenomeni pesanti, con tanto di grandinate al seguito e insidiosi colpi di vento. Ovvio che laddove le precipitazioni saranno più marcata e insistenti la diminuzione delle temperature sarà più percepibile.
Ma come detto il calo termico sarà diffuso e dovrebbe caratterizzare la seconda parte della settimana, protraendosi presumibilmente al weekend. Dopodiché dovrebbe verificarsi un altro cambiamento del tempo e potrebbe trattarsi di un cambiamento indotto dall’espansione dell’Anticiclone Subtropicale.
Sì, la novità più rilevante di oggi è rappresentata dall’evidente allineamento modellistico perché se è vero che sino a qualche ora emergevano ancora delle discrepanze evolutive è altrettanto vero che gli ultimissimi aggiornamenti degli autorevoli centri di calcolo internazionali puntano decisi in quella direzione.
In direzione di una possente ondata di calore che potrebbe colpire diffusamente l’intero territorio nazionale. A partire dai settori di ponente ma in rapida estensione verso est, peraltro che termiche che se confermate potrebbero realmente proiettarci verso i primi 40°C dell’anno. Ma questo sarà tema che andremo a trattare approfonditamente in un altro articolo.