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Effetto rinfrescante del mare: perché spesso fa più caldo in pianura che sulle coste

Una spiegazione scientifica che ci spiega il ruolo refrigerante delle brezze marine

Davide Santini di Davide Santini
07 Giu 2026 - 16:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Con l’arrivo della tarda primavera e dell’inizio dell’estate, capita in tantissimi casi di osservare una situazione meteo che potrebbe sfuggire ai più. Lungo le coste le temperature massime rimangono relativamente contenute (sempre ben al di sotto dei 30 gradi), mentre a pochi chilometri nell’entroterra il termometro può salire anche di cinque o sei gradi in più, in alcune occasioni anche fino a una decina.

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Ma come mai questo sbalzo? La ragione principale è che il mare, dopo aver trascorso mesi a perdere temperatura durante l’inverno, conserva ancora una notevole inerzia termica e si riscalda molto più lentamente rispetto alla terraferma. Ce lo dice la fisica.

 

Il mare si riscalda lentamente

L’acqua possiede una capacità termica molto elevata. È proprio un concetto fisico, noto da molti decenni. Per aumentare la sua temperatura è necessaria molta più energia rispetto a quella richiesta dal suolo. Inoltre, il calore assorbito dalla superficie marina viene distribuito attraverso il mescolamento delle acque e le correnti. E quindi non rimane tutto fermo nei primi centimetri di superficie marina.

 

Per questo motivo, anche quando il sole di maggio o giugno è già intenso (la radiazione è vicinissima ai massimi annuali), la superficie della terraferma può raggiungere temperature molto elevate durante il giorno, con i primi calori precoci, mentre le aree costiere rimangono nettamente più fresche, soprattutto per quanto riguarda i valori massimi pomeridiani.

 

La brezza marina

Quando le terreferme si scaldano rapidamente, l’aria sopra il suolo diventa più calda e tende a salire. Sul mare, invece, resta relativamente più fresca e, oltremodo, densa. Questa differenza genera la brezza marina, un flusso d’aria che si muove dal mare verso la costa durante le ore più calde della giornata. Ed è una sorta di vero e proprio condizionatore naturale.

 

È per questo che una città affacciata sul mare può registrare massime di 26-28 gradi mentre località dell’entroterra, distanti solo poche decine di chilometri, possono superare i 32-35 nello stesso giorno di feroce anticiclone in africano.

 

Nelle zone interne manca l’effetto rinfrescante del mare. Il terreno assorbe rapidamente la radiazione solare e riscalda l’aria sovrastante. Senza l’arrivo costante di aria marina più fresca, il calore si accumula giorno dopo giorno e aumenta anche la sensazione di umidità.

 

Il ruolo del Mediterraneo

Nel caso dell’Italia, il Mare Nostrum svolge un ruolo fondamentale nel mitigare il clima delle coste. È facile intuirlo. Però attenzione. Sebbene negli ultimi decenni la temperatura superficiale del mare sia aumentata in maniera drammatica, il mare continua a funzionare come un enorme serbatoio termico che rallenta sia il riscaldamento primaverile sia il raffreddamento autunnale.

 

Questo spiega perché a giugno molte località costiere risultino ancora relativamente fresche durante il giorno, mentre in autunno accade il contrario: il mare, ormai caldo dopo l’estate, tiene molto alte le massime soprattutto nel meridione costiero, mentre già arrivano le prime gelate locali in Valle Padana.

 

Attenzione al futuro

Gli scienziati osservano da tempo che il progressivo aumento della temperatura dei mari potrebbe modificare questo meccanismo. E non è una cosa da poco. Vediamo insieme l’effetto a catena. Se il mare diventa più caldo, il contrasto termico tra terra e acqua tende a ridursi e la brezza marina potrebbe risultare meno frequente e al tempo stesso refrigerante.

 

Questo potrebbe diminuire in parte il naturale effetto rinfrescante di cui oggi beneficiano molte città sul mare. Inoltre, un mare molto più caldo aumenta la sensazione di afa, quindi anche le aree costiere potrebbero soffrire di condizioni meteo di caldo opprimente.

  (METEOGIORNALE.IT)

credit

  • Copernicus Climate Change Service – Sea Surface Temperature Indicator
  • Copernicus Marine Service – Sea Surface Temperature Portal
  • Copernicus Marine Service (versione italiana) – Temperatura della superficie del mare
  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Copernicus Climate Programme
  • NOAA National Weather Service – Sea Breeze and Coastal Weather Resources
  • World Meteorological Organization (WMO) – Climate Monitoring and Ocean Indicators
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione statistica tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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