Alta pressione prevalente, ma con qualche cedimento la settimana prossima
Le condizioni bariche sul Mediterraneo centro-occidentale e sull’Italia, ma sostanzialmente anche su gran parte dell’Europa, continuerebbero a essere all’insegna dell’alta pressione prevalente, per lo più di matrice subtropicale e piuttosto calda. A dire il vero, per buona parte della prossima settimana, potrebbe assistersi – come già accennato in precedenti analisi – a uno spostamento più a Ovest dei massimi di alta pressione, con l’asse anticiclonico più centrato in prossimità del Mediterraneo Occidentale, della Spagna, delle Baleari e della Francia, e a una lieve défaillance dell’alta pressione in corrispondenza del Mediterraneo centrale e dell’Italia.
I valori barici, sia al suolo che in quota, potrebbero cedere leggermente e permettere, soprattutto in quota, moderate infiltrazioni di aria più umida e più mite. Questa piccola variazione barica, con conseguente divario termico più evidente tra le basse quote e quelle più alte, potrebbe innescare fenomeni temporaleschi pomeridiani più frequenti sulla penisola, forse in misura maggiore rispetto alla media sulle regioni appenniniche centro-meridionali.
Dal 24 al 26 giugno: temporali in aumento e lieve calo termico al centro-sud
Dal 24 al 26 giugno, oltre a una maggiore presenza di instabilità convettiva pomeridiana, potrebbe registrarsi anche un lieve cedimento dei valori termici, in particolare sulle regioni meridionali e in parte su quelle centrali, dove infiltrazioni di aria più mite di origine settentrionale potrebbero farsi sentire con più decisione. Beninteso, le temperature anche su questi settori continuerebbero a rimanere sopra la norma, tuttavia in misura inferiore rispetto alla fase precedente, con un caldo meno opprimente e più ricorrenti refrigeri diurni legati ai fenomeni convettivi, specie sulle aree interne. Poche, o meno percettibili, le variazioni termiche sul Nord Italia, dove, tuttavia, potrebbero moltiplicarsi le occasioni per temporali diurni.
Per l’ultimo fine settimana di giugno, sabato 26 e domenica 27, e poi verso la fine del mese, potrebbe profilarsi un nuovo potenziamento della pressione sul Mediterraneo centrale, con una possibile fase nuovamente super-calda e mediamente più asciutta. Bisogna, però, tenere d’occhio ciò che potrebbe accadere subito dopo, perché una rottura più seria dell’alta pressione potrebbe compiersi proprio con l’avvento di luglio.
La svolta di luglio: i modelli disegnano una crisi barica decisa
Da diverse emissioni, un po’ tutti i centri di calcolo mondiali – e ancor più quello europeo ECMWF – stanno disegnando scenari barici all’insegna di una crisi decisamente più sostanziosa del fronte stabilizzante subtropicale. Nell’immagine di copertina è evidenziato quello che, allo stato attuale dei dati e con tutte le cautele del caso per una simulazione a oltre 10 giorni, potrebbe essere la circolazione di massima per i primi giorni del mese entrante, mediamente per la fase 1-4 luglio.
L’alta pressione si sposterebbe decisamente verso l’Oceano, mentre un cavo instabile nordatlantico – con il minimo barico principale in prossimità del Mare del Nord e dei settori scandinavi occidentali – riuscirebbe ad affondare, assecondando il fianco orientale del promontorio, verso la Francia, il Nord della Spagna, il Golfo del Leone e le Baleari. Si tratterebbe di una crisi barica decisamente sostanziosa, per di più con una possibile oscillazione a mo’ di pendolo del cavo verso Est e, dunque, con un possibile suo affondo più diretto verso il Mediterraneo centrale.
Temporali diffusi sull’Italia: le aree più esposte
Con le dinamiche descritte, sull’Italia si creerebbero le condizioni per temporali diffusi su buona parte del territorio. Nell’immagine interna sono evidenziate le aree più esposte ai temporali, con maggiore intensità su quelle circoscritte dai colori blu più intensi. Possibile escalation di temporali su Alpi, Prealpi, su diverse pianure del Nord – specie quelle centrali – e poi sul Centro-Nord Appennino. Fenomeni di buona intensità sono attesi però anche sul resto del Centro e sul Sud peninsulare, sia pur più irregolari e meno ricorrenti sui settori costieri centrali tirrenici e del basso Tirreno. Rovesci e locali temporali diurni interesserebbero pure le aree interne delle Isole Maggiori.
Solo i settori costieri e le immediate pianure adiacenti del basso Adriatico, delle aree Ioniche e delle Isole Maggiori potrebbero risultare meno interessati dall’instabilità, o magari con fenomeni più rari. Tuttavia, allo stato attuale, è possibile cogliere una tendenza a una crisi barica un po’ più significativa, mentre sugli effetti e sulle aree più o meno coinvolte è ancora abbastanza prematuro sbilanciarsi: più affidabili in tal senso gli aggiornamenti più prossimi all’evento. Anche il campo termico, in presenza di questa fase più instabile di origine oceanica, subirebbe un nuovo ridimensionamento, con valori verso le medie tipiche del periodo o comunque con un caldo meno pressante. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF)

