Dopo una temporanea interruzione dell’azione anticiclonica di qualche giorno fa, verso la metà della scorsa settimana, con associato anche un diffuso refrigerio, la pressione è tornata ad aumentare su tutto il bacino centrale del Mediterraneo e sul Sud Italia, portando bel tempo estivo. Le temperature sono così tornate, via via, decisamente sopra la norma, con punte di 35°C e oltre registrate ieri su diversi settori, specie quelli adriatici.
Sotto l’aspetto delle piogge, i temporali sono stati comunque abbastanza diffusi, soprattutto sulle regioni alpine e prealpine e su qualche pianura del Nord; negli ultimi giorni un po’ di instabilità ha interessato anche localmente il Sud, in particolare la Puglia. Nel complesso, però, l’aspetto delle piogge si sta mostrando piuttosto scarso su gran parte dell’Italia, con molte aree all’asciutto da parecchi giorni e, dunque, con condizioni di siccità sempre più diffuse.
I prossimi due giorni: breve tregua con qualche temporale
Ma quale sarebbe l’evoluzione per il prosieguo di Giugno, sulla base dei dati medi barici a più lungo termine? L’alta pressione continuerebbe a essere protagonista. Volendo essere più precisi, nell’immediato, nei prossimi due giorni, essa potrebbe subire una nuova, seppur lieve, défaillance, non particolarmente incisiva, per via di lievi infiltrazioni di correnti un po’ più miti nordatlantiche, in grado di lenire il campo termico per circa 48 ore e di favorire maggiori passaggi temporaleschi, soprattutto lungo buona parte dell’Appennino, anche sul Nord Est della Sicilia, localmente sulle regioni nord-orientali italiane, specie il Veneto, e localmente anche su qualche settore montuoso del Piemonte sud-occidentale, le Alpi Marittime.
Dal 17 al 24 Giugno: arriva la prima vera ondata di calore della stagione
A seguire, dal 17-18 e fino al 23-24 Giugno, l’alta pressione, di matrice nordafricana e piuttosto calda, potrebbe avere la sua fase più intensa, portando diffusa stabilità – oppure fenomeni temporaleschi da calura più circoscritti ai rilievi – e un’ondata di calore più importante, la prima della stagione.
In questa fase, le temperature massime si porterebbero diffusamente, sulle pianure interne, tra 30°C e 33/34°C, con punte ricorrenti di 35-36-37°C e alcune estreme di 38/39°C se non superiori, sia sulle pianure del Nord, specie quelle centro-orientali, sia su diverse pianure centrali, soprattutto tra Toscana e Lazio, e poi anche al Sud e sulla Sardegna.
Verso fine giugno: torna il rischio di temporali
Novità in termini di instabilità, ma anche di condizioni termiche, potrebbero arrivare nell’ultima settimana di Giugno. In questa sede, dunque, concentriamo l’attenzione sulla fase compresa tra il 24-25 e il 30 Giugno, poiché potrebbe rivelarsi quella più temporalesca in via generale.
Le ragioni sarebbero da attribuire, intanto, al quantitativo di energia termica accumulato nei bassi strati per via dell’azione calda precedente, altre ragioni, poi, derivanti da una nuova, seppur lieve, défaillance barica. L’alta subtropicale, infatti, pur rimanendo sostanzialmente padrona di buona parte dell’Europa centro-occidentale e anche del nostro bacino, potrebbe spostare i suoi massimi più verso Ovest, intorno alle Baleari, concedendo nuovamente lievi infiltrazioni di aria più fresca nordatlantica, specie alle quote più alte, sulla sua parte orientale anticiclonica, un po’ meno strutturata e coincidente proprio con la verticale italiana.
Questa combinazione di fattori – bassi strati più riscaldati e infiltrazioni di aria più fresca e umida alle quote alte – darebbe luogo a un divario termico verticale più pronunciato che, in particolare in prossimità dei rilievi, innescherebbe un’attività convettiva (cioè formazione di cumulonembi e rischio di temporali diurni) piuttosto diffusa e ricorrente.
Le zone più a rischio secondo le mappe
Nella mappa interna abbiamo evidenziato le aree che, da circa il 24-25 Giugno e fino a fine mese, potrebbero essere maggiormente esposte ai temporali, specie diurni e pomeridiani. Il rischio più elevato riguarda i settori alpini e prealpini in genere, e lungo tutto l’Appennino, come evidenziano i colori blu tenue e blu più marcato; sul resto dei settori, quelli in celeste, ci sarebbe la possibilità di sconfinamento di temporali provenienti dalle zone montuose, magari in forma più occasionale e localizzata, ma comunque possibili, ogni tanto, anche in queste aree.
Scarse, se non rare, le opportunità di temporali sulle coste in genere, eccetto qualcuna sul basso Tirreno, sul nord-est della Sicilia, sul Gargano e poi diffusamente sul medio e alto Adriatico, anche qui con qualche possibilità di locali sconfinamenti.
Per quanto riguarda il campo termico, nell’ultima settimana del mese – potenzialmente la più instabile – è previsto un leggero calo rispetto alla maggiore calura precedente, anche se i valori resteranno sempre un po’ sopra la media. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF)