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Per il prosieguo della settimana, o per buona parte di essa, continuerebbe il caldo sopra media su tutta la nazione, per via dell’insistenza di un esteso campo di alta pressione di matrice subtropicale. Tuttavia, tra oggi e i prossimi 3/4 giorni, i massimi anticiclonici andrebbero concentrandosi maggiormente tra Spagna, Francia, Mediterraneo Occidentale e settore europeo occidentale, con un leggero alleggerimento della pressione in quota sull’Italia.
Non cambierebbe granché in termini di contesto barico: l’alta pressione continuerebbe a essere egemone anche sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, tuttavia ci sarebbe qualche infiltrazione in più di correnti moderatamente più fresche, specie alle quote medio-alte atmosferiche. Queste sarebbero in grado di attivare una maggiore instabilità diurna non solo su ampia parte del Nord, ma anche sul centro-sud dell’Appennino, con un leggerissimo calo termico generale. Niente di particolarmente significativo: al più i valori massimi potrebbero scendere di uno o due gradi in via generale, rimanendo sempre abbondantemente sopra media, forse solo con picchi estremi meno esasperati per qualche giorno.
Fine giugno: possibile nuova esplosione africana
Ma questa leggera défaillance barica durerebbe poco, perché sul finire del mese – e più precisamente negli ultimi tre giorni, dal 28 al 30 Giugno, ma probabilmente anche fino al 1° Luglio – le simulazioni matematiche mettono in evidenza una possibile nuova esplosione dell’alta pressione nordafricana, con una fase ancora più calda di quella delle ultime ore.
Nella sostanza, l’alta pressione – attualmente ben strutturata su tutto il comparto europeo centro-occidentale – sul finire di questa settimana, e soprattutto dalla Domenica 28, andrebbe via via cedendo sui comparti nord-occidentali europei, per via dell’incedere verso sud di un cavo depressionario nord-atlantico. Come mostrato nella mappa in anteprima, con l’evoluzione elaborata dal modello matematico ECMWF, in prossimità del Regno Unito andrebbe progressivamente scavandosi un’area depressionaria anche piuttosto profonda per il periodo, con azioni cicloniche fino alla Francia e alla Spagna nord-occidentale.
Questo affondo depressionario in quel comparto europeo finirebbe inevitabilmente con il favorire, lungo l’ascendente depressionario, un promontorio caldo di matrice subtropicale proveniente dal settore algerino-tunisino verso il Mediterraneo centrale. In questo contesto, l’Italia si troverebbe nel pieno di un’onda calda importante, sebbene non particolarmente duratura, in quanto posizionata sulla traiettoria dell’asse anticiclonico.
Le temperature attese: fino a 40/41°C possibili
Con queste dinamiche di massima sono attese isoterme molto calde alla quota convenzionale di 1.500 metri, sui 22/23°C diffusamente presenti da nord a sud, con punte di 24/25°C – più probabili sulle regioni centro-settentrionali. Con questi valori a 1.500 metri, per di più con geopotenziali in quota piuttosto elevati per qualche fase – fino a 594 dam verso le regioni centro-settentrionali – ci sarebbero tutti i presupposti per valori termici, tra pianura e collina, diffusamente sui 33/37°C, ma con punte ricorrenti di 38/39°C e, per qualche fase e in modo isolato, fino a 40 o anche 41°C.
Nella mappa interna abbiamo evidenziato le aree più esposte al caldo sulla base delle anomalie previste. Su tutti i settori ci sarebbero anomalie sopra la norma da 1/3°C fino a 5/7°C. I valori più elevati al suolo si raggiungerebbero nelle aree delimitate in arancio-rosso e rosso scuro, dove le punte sarebbero spesso sui 37/38/39°C e in alcuni casi anche fino a 40/41°C.
Nel contempo, da segnalare una maggiore instabilità temporalesca – favorita proprio dalla maggiore quantità di aria calda nei bassi strati – specie diurna e pomeridiana sui settori alpini e prealpini, con temporali anche forti e in possibile, temporaneo sconfinamento, magari a giorni alterni, verso le pianure, in particolare versso quelle piemontesi, verso le medie e alte pianure lombarde e verso qualcuna emiliana. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF)
