Le condizioni anticicloniche sembrano ormai consolidate, con una buona strutturazione di un’alta pressione subtropicale a tutte le quote e, soprattutto, con la sua influenza piuttosto estesa sull’Europa centro-meridionale. Naturalmente le figure bariche, anche quelle stabilizzanti, difficilmente sono completamente statiche: vanno computate le fisiologiche fluttuazioni, soprattutto in un quadro temporale più ampio, con leggeri spostamenti di asse che possono determinare qualche variazione al loro interno. Dunque, proprio le lievi variazioni di orientamento dell’asse del promontorio possono determinare una pressione maggiore o minore dall’alto sulle varie aree continentali, nonché la confluenza del flusso caldo nel cuore anticiclonico, per cui, a fasi alterne sui vari settori, possono registrarsi lievi aumenti termici o altrettanto moderati cali, associati anche a variazioni della consistenza convettiva pomeridiana – anch’essa tipica delle alte pressioni e responsabile dei temporali da calura.
Proprio in questi giorni, e anche per qualche altro a venire, sono e saranno in atto piccole modifiche bariche in quota, non eclatanti, ma sufficienti a far penetrare verso il bacino centrale del Mediterraneo e in corrispondenza dell’Italia correnti un po’ più miti in quota, che, nonostante al suolo le condizioni pressorie rimangano pressoché invariate, si rendono e c ontinueranno a rendersi responsabili di un divario termico verticale più accentuato e dunque di più temporali pomeridiani, anche se essenzialmente in prossimità dei rilievi. Sotto l’aspetto termico, non si registrano particolari variazioni in prossimità del suolo: sta continuando a fare caldo, magari un po’ più attenuato là dove sono presenti più nubi o maggiori precipitazioni. Nel complesso, pur in presenza di una più intensa attività convettiva e temporalesca nelle aree interne, le condizioni generali rimangono tipicamente anticicloniche e calde subtropicali.
Anzi, dal weekend prossimo e per la prima parte della settimana successiva – sostanzialmente negli ultimi 3-4 giorni di giugno e fino al 1° luglio – sarebbe ( e da qui usiamo il condizionale) attesa una nuova enfatizzazione del promontorio subtropicale, con una delle oscillazioni di asse puntante proprio sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, e dunque con esaltazione dell’ondata di caldo sul nostro Paese: per quella fase potrebbe registrarsi la punta di caldo più importante fino a ora, con massime in pianura fino a 40-41°C.
La svolta di luglio: attacco atlantico al dominio anticiclonico
Ma attenzione, perché subito a seguire potrebbe arrivare una svolta più significativa. Già in precedenti analisi è stato rilevato che, con l’avvento di luglio, l’alta pressione subtropicale potrebbe subire un attacco più deciso da parte di correnti instabili nord-atlantiche. Stando alle ultime proiezioni questa tendenza sarebbe confermata e, per di più, ci sarebbero indicazioni per un attacco più massiccio proprio in corrispondenza del Mediterraneo centro-settentrionale e dell’Italia.
Nell’ultima simulazione barica disponibile, relativa al corso della prima settimana di luglio, emergono chiare evidenze di un deciso spostamento verso ovest dei massimi anticiclonici – sostanzialmente in pieno Atlantico – e dell’affondo di un cavo depressionario piuttosto determinato dal Mar del Nord e dalla Scandinavia verso l’Europa centrale e poi verso il Mediterraneo centro-settentrionale. Qualora questo trend venisse confermato, si tratterebbe di una crisi barica apprezzabile, con un possibile ingresso sul nostro bacino e direttamente sull’Italia di fronti instabili dall’Europa nord-occidentale, responsabili di un peggioramento del tempo più significativo a scala generale.
L’azione perturbata più sostanziosa potrebbe essere circoscritta a uno o al più due giorni, ma la tipologia di cavo simulato sarebbe tale da lasciare strascichi instabili per più giorni a seguire. Orientativamente, il cavo più incisivo potrebbe partire dal 4-5 luglio per poi proseguire, con media incidenza, verso la fine della prima decade; le influenze instabili dei primi afflussi più umidi oceanici potrebbero, però, partire già dal 2-3 luglio.
Distribuzione dei fenomeni dal 2 al 10 luglio
Naturalmente i temporali più ricorrenti riguarderebbero i rilievi alpini nel complesso e quelli centrali appenninici, se non altro per un maggiore incentivo orografico su questi settori, ma precipitazioni più irregolari sarebbero presenti su buona parte del territorio: più ricorrenti al nord, sulle Alpi, su aree appenniniche in genere e sui settori del medio Adriatico. Fenomeni più occasionali sarebbero attesi sulle coste tirreniche centrali, sui settori ionici ed estremi meridionali, nonché sul centro-ovest della Sicilia – aree dove potrebbe prevalere il tempo asciutto, ma dove sarebbero comunque da mettere in conto sconfinamenti temporanei di locali temporali.
In sostanza, nel corso della prima decade di luglio si profilerebbero piogge nella norma un po’ su tutta l’Italia, spesso anche sopra norma, in particolare sui settori appenninici centro-meridionali. Per la stessa fase sarebbe computato un campo termico sempre un po’ sopra media, ma in misura decisamente inferiore rispetto a quest’ultima parte di giugno: temperature più sopportabili, quindi, in via generale. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF)

