
(METEOGIORNALE.IT) In questa intervista a Giuseppe Proietti, meteorologo e previsore del team del sito web Meteo Giornale, vogliamo evidenziare quanto sia anomalo il caldo in corso, quando si concluderà e se con Giugno qualcosa potrebbe cambiare.
Che cosa sta accadendo sull’Italia?
L’Anticiclone Africano ha ormai preso saldamente il controllo del meteo sul nostro paese. Come abbiamo già scritto in diversi articoli, questo enorme promontorio sta determinando un’ondata di caldo anomala per il periodo, con temperature che in molte città del nord e delle regioni tirreniche centrali stanno raggiungendo valori tipici del mese di Luglio inoltrato. Nei prossimi giorni rischiamo persino di battere nuovi record assoluti di caldo.

Oltretutto, nemmeno piove.
Ovviamente no, perché con questo tipo di configurazione meteo non cade nemmeno una goccia d’acqua. Le piogge primaverili rappresentano una risorsa fondamentale ancora nel mese di Maggio: in questo periodo dell’anno le perturbazioni contribuiscono a mantenere adeguate riserve idriche, alimentando fiumi, laghi e falde acquifere dopo l’inverno.
L’attuale dominio dell’anticiclone sta invece impedendo il passaggio delle perturbazioni atlantiche, innescando un periodo di siccità e facendo evaporare molta acqua dai suoli, complice un’aria secca e un soleggiamento estremamente efficace.
Quali saranno i giorni più caldi?
Fino a Mercoledì 27. In questi 2-3 giorni le temperature massime potrebbero toccare punte di 35-36°C, soprattutto sulla Pianura Padana, nelle principali città del nord e lungo le regioni centrali tirreniche. Valori estremi per essere la fine di Maggio, inconcepibili fino a pochi anni fa. Come se non bastasse, la pressoché totale assenza di ventilazione contribuirà a mantenere elevate le temperature anche durante le ore notturne, con minime tropicali in diverse città – specie nei grandi centri urbani – non solo sopra i 20°C in piena notte, ma in alcuni casi anche oltre i 26-27°C.

Ma allora quando finirà?
Calma, procediamo per gradi. I modelli ECMWF e GFS evidenziano la possibilità di infiltrazioni di aria più fresca provenienti da nord-est, con un calo dei geopotenziali da nord-ovest. Questo favorirebbe intanto una discesa di un paio di gradi, soprattutto a partire da Venerdì 29, e qualche temporale anche piuttosto intenso su Valpadana orientale, Alpi e alti Appennini. I fenomeni temporaleschi potrebbero risultare localmente di una certa intensità, proprio perché il carburante necessario ad originare i moti convettivi abbonda. Non si escludono rovesci improvvisi accompagnati da forti raffiche di vento, grandinate isolate e bruschi cali termici nelle zone interessate. Occhio, quindi, soprattutto tra Giovedì e Venerdì, nelle aree sopra menzionate.
Durante la notte tra Giovedì e Venerdì, inoltre, alcune celle temporalesche potrebbero spingersi fin verso la Valpadana, lambendo soprattutto i settori orientali del nord Italia. Si tratterebbe comunque di fenomeni piuttosto locali, del tutto insufficienti per reidratare bene i terreni, ma potenzialmente capaci di fare danni per la loro ingente severità.

E per il fine settimana?
Paradossalmente ci sarà una nuova rimonta del promontorio, anche se fortunatamente non così intensa come quella di questi giorni. Sabato 30 le temperature sono previste nuovamente in aumento, con condizioni pienamente estive da nord a sud. Anche Domenica 31 il caldo continuerà a farsi sentire, sebbene un debole fronte nuvoloso possa transitare lungo l’arco alpino. Secondo le attuali proiezioni, soprattutto a cura di ECMWF, il peggioramento dovrebbe interessare principalmente le Alpi e le Prealpi, con rovesci e temporali sparsi nelle ore centrali della giornata. Anche stavolta, si tratterebbe di qualcosa di molto blando, certamente non idoneo a porre fine a un’eventuale crisi idrica.
Si può dire qualcosa sui primi di giugno?
Le proiezioni a medio termine, avvalorate dal modello americano GFS, sono piuttosto interessanti. Indicano infatti che tra il 3 e l’8 Giugno alcune perturbazioni atlantiche potrebbero raggiungere almeno parzialmente l’Italia, soprattutto le regioni settentrionali e parte di quelle centrali. Si tratterebbe non solo di un calo della pressione in quota, ma anche di una discesa parziale delle correnti occidentali – nettamente più fresche e un po’ più instabili. Non piogge e temporali diffusi, ma intanto un calo termico stavolta sì più marcato.

Fine del caldo?
Cari lettori, è necessaria la massima attenzione. Si tratta ancora di tendenze a lungo termine, che necessitano di ulteriori conferme nei prossimi giorni. Due sono le cose da tenere sotto controllo: in primo luogo monitorare eventuali fenomeni temporaleschi localmente intensi, in secondo luogo capire se il flusso atlantico riuscirà davvero a interrompere – almeno temporaneamente – il predominio dell’alta pressione africana sull’Italia. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo!

Credit: (METEOGIORNALE.IT)