
(METEOGIORNALE.IT) Dinanzi alle proiezioni a medio e lungo termine dell’autorevole modello europeo ECMWF, emerge la necessità di una lettura decisamente lucida, che veda al di là delle ‘apparenze’ che mostrano le previsioni quotidiane.
Spesso, infatti, si commette l’errore di considerare le ondate di calore precoci come ‘macigni’ incrollabili, capaci di traghettare la stagione primaverile direttamente verso quella estiva senza soluzioni di continuità. Fortunatamente, la fisica dell’atmosfera e in particolar modo quella della troposfera, risponde a dinamiche di compensazione molto rigorose: il surplus energetico nei bassi strati costituisce, paradossalmente, il ‘carburante’ ideale per lo sviluppo di bruschi break temporaleschi non appena le maglie dell’anticiclone mostrano le minime crepe.
In tanti in questi ultimi giorni mi state chiedendo se la staticità insopportabile e l’afa che caratterizzeranno le prossime ore siano destinate a radicarsi anche con l’inizio del mese di Giugno. Per poter rispondere a questo quesito, occorre volgere lo sguardo al di là dell’Italia e analizzare concretamente l’evoluzione delle onde di Rossby a livello globale.
La collocazione piuttosto anomala dei massimi di geopotenziale sul settore atlantico e sull’Europa orientale rischia infatti di isolare una configurazione del tutto imprevista proprio sopra il bacino del Mediterraneo. Le ultime emissioni dell’autorevole centro di calcolo europeo ECMWF evidenziano un’inversione di rotta che merita una verifica scrupolosa, poiché le mappe previste per l’inizio di Giugno mostrano un vero e proprio ribaltamento della situazione sinottica.
La mia idea su questa evoluzione si concentra su un dettaglio non trascurabile nelle proiezioni a 500 hPa, ossia a circa 5500 metri: l’isolamento e la genesi di una lacuna barica, una vera e propria goccia fredda, centrata esattamente sull’Italia. Mentre l’est europeo e la Penisola Iberica continueranno a patire pesanti anomalie termiche positive, l’Italia si troverà nel cuore di una saccatura.
Questo sbilanciamento della struttura anticiclonica, infatti, non provocherà solo una diminuzione delle temperature a causa dell’irruzione di aria più fresca in quota, ma scalzerà l’aria di matrice subtropicale preesistente, innescando veri e propri moti convettivi. Le correnti fresche in arrivo dal nord atlantico, interagendo con la superficie di un mar Mediterraneo già ampiamente surriscaldato, forniranno la spinta termodinamica per lo sviluppo di attività convettiva diffusa, localmente anche di forte intensità.
La transizione stagionale tra la fine di Maggio e i primi giorni del mese di Giugno non sancirà quindi il definitivo debutto dell’estate 2026, ma aprirà una fase di marcato maltempo. Il crollo delle anomalie di temperatura alla quota di 850 hPa (circa 1500 metri) riporterà i termometri su valori finalmente in linea con le medie del periodo o addirittura leggermente inferiori sulle regioni centro-meridionali.
Tornando al discorso iniziale, è bene ricordare che verificare questo probabile cambio di scenario meteo è assolutamente necessario: non saremo di fronte ad una semplice ‘rinfrescata’, ma alla dimostrazione di come il temibile blocco anticiclonico possa cedere il passo ad una fase estremamente dinamica.
Seguiremo passo dopo passo i prossimi aggiornamenti dell’autorevole modello europeo ECMWF per capire quanto questo peggioramento delle condizioni meteo saprà condizionare l’avvio dell’imminente stagione estiva. (METEOGIORNALE.IT)
