Si sta confermando una primavera estremamente turbolenta e dinamica, ricca di colpi di scena e poche giornate davvero belle. La parentesi soleggiata e mite apertasi nel giorno di Pasqua si sta già chiudendo: è stata l’unica settimana davvero bella e soleggiata, da nord a sud, ma per il resto abbiamo fatto i conti con perturbazioni e ondate di freddo fuori stagione. Ora che l’alta pressione si è di nuovo fatta da parte, non arriverà il freddo bensì cicloni africani, colmi di maltempo e sabbia sahariana.
Due cicloni africani in sequenza
Non l’anticiclone africano, leggete bene: non arriverà l’alta pressione nord-africana come siamo soliti osservare in questo periodo. Arriveranno due cicloni africani, ovvero due perturbazioni che si sono sviluppate nel deserto del Sahara occidentale, tra Marocco e Algeria. Il tempo infatti sta già cambiando da nord a sud, per effetto delle immense nubi di sabbia sahariana traghettate proprio da questo ciclone sub-tropicale.
Quando una perturbazione affonda verso il nord Africa, attiva venti molto intensi nei bassi strati dell’atmosfera, soprattutto lungo il bordo orientale del vortice. Questi venti, spesso di scirocco, scorrono sopra le vaste distese desertiche sollevando enormi quantità di polveri fini che vengono poi trasportate verso il Mediterraneo. La struttura ciclonica favorisce inoltre il sollevamento verticale di queste particelle, permettendo loro di raggiungere quote medio-alte dove possono viaggiare per migliaia di chilometri senza depositarsi immediatamente al suolo.
Perché arriva così tanta sabbia:
- venti di scirocco intensi che sollevano polveri dal Sahara
- correnti ascendenti che mantengono la sabbia in sospensione
Un altro fattore determinante è rappresentato dalla forte instabilità associata a questi sistemi: le correnti ascendenti all’interno del ciclone mantengono le polveri in sospensione più a lungo, aumentando la concentrazione complessiva lungo tutta la colonna d’aria. È per questo motivo che, durante eventi di questo tipo, si osservano cieli offuscati su gran parte del Mediterraneo e concentrazioni di pulviscolo particolarmente elevate anche lontano dal deserto. In sostanza, più il ciclone è intenso e ben strutturato, maggiore sarà la quantità di sabbia trasportata verso l’Italia.
Primo ciclone: maltempo al centro-nord
Gli effetti lampanti di questo vortice algerino arriveranno soprattutto tra lunedì 13 e martedì 14: centro e nord Italia saranno i bersagli principali del maltempo, caratterizzato da acquazzoni e temporali localmente forti. Il sud, in questa prima parentesi, resterà quasi del tutto al di fuori delle precipitazioni più sostanziose.
Spunta il secondo ciclone africano
Ma non finisce certamente qui: mentre il primo vortice interesserà il centro-nord Italia, se ne svilupperà un altro tra Algeria e Tunisia. Questo secondo ciclone irromperà sulle regioni del sud Italia tra martedì sera e mercoledì 15 aprile: le prime precipitazioni (acquazzoni e temporali) interesseranno la Sicilia entro martedì sera, poi mercoledì il fronte instabile avvolgerà gran parte del sud. Ombrelli a portata di mano, insomma, su Calabria, Sicilia, Basilicata, Puglia, Campania, Molise e Abruzzo. Anche Lazio e Sardegna potrebbero ricevere la visita di altre piogge e veloci temporali entro mercoledì.
Dove pioverà di più mercoledì:
- Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania
- Molise, Abruzzo, Lazio e Sardegna
Un miglioramento graduale arriverà da giovedì, in vista di qualche giorno di tranquillità e tepore.
Fonti e credits
Questo scenario previsionale è stato elaborato sulla base dei principali modelli meteorologici internazionali, tra cui ECMWF (https://www.ecmwf.int), GFS (https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast) e NOAA (https://www.noaa.gov), fondamentali per analizzare l’evoluzione dei cicloni africani e delle precipitazioni previste.
