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Meteo, 2 metri di neve: queste regioni rischiano il caos

Piogge estreme e nevicate record sull'Appennino.

Pierfranco Serra di Pierfranco Serra
30 Mar 2026 - 14:06
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il meteo torna a mostrare il suo volto più severo sull’Italia, con una fase perturbata che promette di lasciare il segno soprattutto sulle regioni del Centro-Sud. Le ultime elaborazioni modellistiche indicano uno scenario in rapido peggioramento, guidato da un vortice depressionario particolarmente insidioso, alimentato da un nocciolo di aria gelida in discesa dal cuore dell’Europa. Si tratta di una configurazione tutt’altro che banale, destinata a evolvere lentamente e a mantenere condizioni di marcato maltempo per almeno 48-72 ore.

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Già nel corso delle prossime ore, il sistema ciclonico inizierà a organizzarsi sul bacino del Mediterraneo, andando poi a posizionarsi tra lo Ionio e il basso Adriatico. Questa collocazione sarà determinante nel richiamare correnti umide e instabili verso le regioni adriatiche e meridionali, dove si attiveranno precipitazioni diffuse e localmente molto intense. Il punto chiave, però, riguarda la persistenza del fenomeno: il vortice, infatti, tenderà a rimanere quasi stazionario fino a giovedì, continuando ad alimentarsi grazie al contrasto tra aria fredda in quota e superfici marine relativamente miti.

 

Le conseguenze saranno evidenti soprattutto lungo il medio Adriatico e al Sud, dove si attendono accumuli pluviometrici rilevanti. In alcune aree potrebbero verificarsi situazioni di criticità idrogeologica, specie laddove le precipitazioni insisteranno per molte ore senza tregua. Ma è sul comparto montuoso che si concentrano le proiezioni più eclatanti.

 

Le temperature previste, infatti, si manterranno diffusamente al di sotto della media stagionale nei bassi strati, mentre in quota affluirà aria ancora più fredda. Questa combinazione favorirà nevicate eccezionalmente abbondanti lungo l’Appennino centrale, in particolare sui versanti esposti alle correnti adriatiche. I principali modelli, tra cui l’europeo ECMWF, ipotizzano accumuli davvero notevoli tra Gran Sasso e Maiella, dove entro la notte di giovedì si potrebbero superare i due metri di neve fresca.

 

Un quantitativo del genere, distribuito in un arco temporale relativamente breve, rappresenta un evento di grande rilievo climatologico e potenzialmente critico per la viabilità e le infrastrutture in quota. Non sono da escludere disagi anche nelle aree montane abitate, soprattutto per l’intensità delle precipitazioni e il vento che potrebbe accompagnare le fasi più attive del peggioramento.

 

Da monitorare con attenzione anche l’evoluzione verso nord: secondo alcuni aggiornamenti, le precipitazioni potrebbero risalire lungo l’Adriatico, coinvolgendo progressivamente Marche settentrionali e Romagna. In questo caso, il quadro andrà valutato passo dopo passo, considerando la traiettoria del minimo depressionario e le eventuali variazioni nella distribuzione delle masse d’aria.

 

Il meteo nei prossimi giorni richiederà quindi particolare attenzione, non solo per l’intensità dei fenomeni ma anche per la loro durata, con un’Italia divisa tra piogge battenti e nevicate straordinarie in montagna.

Ci ritorneremo.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aria artica sul Mediterraneocolpo di coda invernaleECMWFformazione ciclone mediterraneofreddogelometeometeo Italianevenevicatenevicate eccezionalipeggioramento meteoprevisioni meteotemperature brusco calovortice depressionario insidioso
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Pierfranco Serra

Pierfranco Serra

Appassionato di meteorologia fin da bambino, ho sempre nutrito un forte interesse per la neve e i fenomeni atmosferici estremi. Dal 2005 collaboro con Meteo Giornale, contribuendo con articoli, analisi e approfondimenti. Nel corso degli anni ho maturato una significativa esperienza come previsore aeronautico, un ruolo che mi ha permesso di conoscere a fondo le dinamiche atmosferiche sia dal punto di vista tecnico che operativo La divulgazione meteorologica è per me molto più di un lavoro: è una passione che coltivo con rigore scientifico, curiosità e il desiderio di rendere la meteorologia accessibile a tutti.

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