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      Home » Altro ciclone invernale tra il 31 e l’1 e non è un “pesce d’Aprile”. Vediamo dove nevicherebbe
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      Altro ciclone invernale tra il 31 e l’1 e non è un “pesce d’Aprile”. Vediamo dove nevicherebbe

      Antonio Iannella
      Antonio Iannella
      Pubblicato: 28/03/2026
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      6 Min Lettura
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      La circolazione a scalea euro Atlantica si è impostata oramai in modalità invernale da 10 giorni circa e continuerebbe, secondo gli ultimi dati, su questa falsariga anche per i giorni prossimi.

      Una fase meridiana come non si è mai avuta in questo inverno, pur essendoci le predisposizione dei regimi circolatori, predisposizione che, tuttavia, avendo insistito per molto tempo, ha finito con il portare l’inverno a stagione oramai conclusasi, dunque proprio con l’avvento della primavera.

       

      Sostanziali 15 giorni, tra quelli già accorsi e altri a venire, di configurazione meridiana spiccatamente fredda, con alta di blocco a Ovest e saccature polari in affondo verso il centro del Mediterraneo e l’Italia, l’ultima delle quali ha arrecato nevicate abbondanti e fino a bassa quota o in collina, proprio negli ultimi giorni e ultime ore, su tutto il Centronord Appennino.

      Ma quanto durerebbe ancora questa circolazione fredda fuori stagione? Almeno per i prossimi 5/6 giorni, ossia fino al 3 aprile circa e, dunque, insisterebbe per quasi tutta la Settimana Santa.

       

      Da rilevare, però, che non sarebbe freddo particolarmente importante, nè sempre instabile, anzi, dopo le ultime piogge di oggi sul medio e basso Adriatico e al Sud, il tempo migliorerebbe ovunque nel fine settimana in corso, già con bel tempo oggi al Nord (anche se qui più fastidi su Alpi di confine domani) e sul medio e alto Tirreno, medio-alto Adriatico, su diversi settori insulari, poi via via bel tempo anche al Sud e su Nord Sicilia per domani.

      Tuttavia, dopo un breve pausa inter-ciclonica, per la prima parte della prossima settimana è atteso un altro pesante maltempo per l’avvento di altra saccatura moderatamente fredda di matrice polare.

       

      Va precisato subito che questo ennesimo peggioramento, che a tratti potrebbe essere anche importante su diverse regioni, per via di una strutturazione barica molto profonda, potrebbe non interessare tutta l’Italia, anzi potrebbe avere una incidenza piuttosto settoriale.

      Stando agli ultimi dati, una possente bassa pressione, con possibili connotati barici da ciclone Mediterraneo, agirebbe essenzialmente sulle regioni meridionali, apportando tempo perturbato su queste ultime e fino al medio Adriatico: il getto, infatti, sarebbe piuttosto veloce in misura tale da scavalcare i settori settentrionali e del medio-alto Tirreno, dove il tempo mediamente potrebbe essere buono o solo con qualche fastidio temporaneo, fatta eccezione, naturalmente, per i settori alpini di confine, dove potrebbero insistere maggiori fronti instabili e arrecare nevicate fino in Valle.

      Azione più circoscritta, ma che si annuncia sostanziosa, con un possibile maltempo pesante su diverse regioni. Piogge a tratti forti, tra martedì 31 e giovedì 2, in particolare tra Abruzzo, Molise, Nord/Nordest Campania, anche Nord Sicilia, qui con accumuli finali sui 100/150 mm di pioggia, anche 200/250 mm su Abruzzo;

      altri accumuli importanti finali attesi sul resto del Sud, mediamente tra 30/40/50 mm, fino a 70/80 e passa mm. Insomma, un maltempo davvero significativo sulle aree evidenziate, per di più associato a venti forti in prevalenza settentrionali, meridionali solo sullo Ionio, anche tempestosi sui bacini, specie tirrenici larghi e intorno alle isole maggiori. Possibili criticità derivanti dalle pesanti piogge, in particolare tra Abruzzo e Molise, anche su aree interne campane, lucane e su Nord Sicilia.

       

      Ma, in questa sede, evidenzieremo, in particolare, di nuovo il rischio di forti nevicate. Rispetto all’azione fredda delle ultime ore, quella della settimana prossima potrebbe avere una sostanza fredda leggermente inferiore, ma comunque apprezzabile.

      Da tenere presente, poi, che ci sarebbero precipitazioni intense in Appenino centro meridionale, per cui, benchè no fossero previste termiche particolarmente fredde, l’intensità dei fenomeni potrebbe far scendere la quota neve anche in maniera inaspettata.

       

      In ogni modo, nell’immagine interna abbiamo prospettato un quadro neve essenzialmente tra martedì 31 e mercoledì 1 aprile, con interessamento, come visibile, di tutto l’Appennino, ma con gli apporti maggiori su quello centro meridionale e, di più, ancora una volta, sulle aree interne sudorientali marchigiane, del Nordest Lazio, abruzzesi tutte e del Molise occidentali.

      Le quote andrebbero mediamente dai 6/800 m in su, magari più in alto, dai 1000 m sul Sud Appennino e su isole, fino anche a quote di alta collina sul Centro Appennino.

       

      Gli accumuli potrebbero essere da qualche centimetro sulle aree in celeste, fino a 10/15/20 cm su quelle in blu più tenue, ma anche 30/40/50 cm e oltre sopra i 1000 m sulle aree in blu più scuro e fino a 100/150 o persino 200 cm, sulle aree in fucsia oltre i 1300/1400 m tra Abruzzo e Molise.

      Insomma, un pesante maltempo invernale come quelli che si son viste rare volte, specie negli ultimi anni. A seguire, sembrerebbe profilarsi una moderata alta pressione per Pasqua e Pasquetta, con miglioramento del tempo, ma la tendenza per le festività necessita di conferme. Questa redazione seguirà costantemente l’evoluzione apportando quotidiani aggiornamenti sull’ennesimo maltempo invernale per la prossima settimana.Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

       

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      TAG:ciclone invernaleinvernomaltempomarzonevepesce d'Aprileprimavera
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