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Le condizioni meteo a livello europeo, e ovviamente italiano, sono piuttosto chiare. Da circa un mese l’area mediterranea è interessata da una persistente configurazione. Si tratta, in parole povere, di un pattern dominato da un flusso ciclonico atlantico a bassa latitudine. In gergo tecnico, una fase negativa della NAO (NAO-). Una circolazione così anomala ha coinvolto un’ampia porzione di territorio, estendendosi dalla Penisola Iberica all’Italia, fino a comprendere il Nord Africa e la Grecia.

 

Cosa è successo

In più occasioni tale pattern meteo è rimasto sostanzialmente bloccato. Nonostante se ne parli molto poco nelle cronache in generale, le conseguenze sono state piuttosto pesanti. In Paesi come Portogallo, Spagna, Italia, Marocco e Tunisia si sono registrati danni anche ingenti, legati a precipitazioni abbondanti e persistenti.

 

Allo stesso tempo, però, queste piogge hanno avuto anche un risvolto positivo, contribuendo in alcune aree ad attenuare una siccità che si protraeva da tempo. Marocco e Spagna in primis, anche se con le dovute ricadute.
Nonostante i benefici sul fronte idrico, è innegabile che molte persone siano stufe di queste condizioni così grigie. È vero che l’inverno è una stagione dove si può fare abbastanza poco all’aria aperta. Ma è anche vero che questi incessante mancanza di sole comincia a stufare tanti cittadini.

 

Quando ne usciremo?

Siamo in procinto di subire l’ultima perturbazione intensa, prevista per San Valentino, tra il 14 e il 15 febbraio. Dopo di essa comincia a formarsi un blocco anticiclonico. Tale struttura andrebbe a “murare”, in una prima fase sol in parte, il flusso perturbato. Non sarà un’altra pressione di quelle durature. Anzi, nemmeno ci coinvolgerà in maniera completa. Però intanto cominciano a calare le precipitazioni.

 

Prima mappa rivolta alla giornata di martedì 17 febbraio. Si vede una debole e timida rimonta dell’alta pressione di matrice azzorriana. Nulla di duraturo, ma intanto un paio di giorni stabili per buona parte dell’Italia potrebbero esserci.

 

Vediamo qualche mappa

Questa evoluzione trova riscontro nelle proiezioni ECMWF per la settimana compresa tra il 23 febbraio e il 2 marzo. Le mappe delle anomalie di precipitazione mostrano, per la prima volta dopo diverse settimane, una tendenza al calo delle piogge.

 

Come abbiamo già detto, non sarà un passaggio brusco e improvviso. Risulterà molto graduale. Ci vorrà del tempo prima di avere una stabilità concreta. Anche perché certi pattern meteo non si possono scardinare da un giorno all’altro. Però intanto qualcosa si comincia a muovere…

 

La tendenza a livello europeo per i campi di geopotenziale in quota, per fine mese. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, la presenza delle aree rosse indica una possibilità di pressione maggiore alla media. Vuol dire che in quelle aree dovrebbe piovere molto poco. Le zone in blu invece indicano una maggiore vivacità.

 

Precipitazioni stimate dal modello europeo tra fine febbraio e inizio marzo. Si nota un calo generale anche se non possiamo parlare di condizioni di stabilità assoluta. Questo vuol dire che ci potranno essere acquazzoni e rovesci, ma la probabilità di avere forti perturbazioni comincerà a calare.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

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