Stiamo vivendo una fase meteo del tutto particolare. Scopriamo, giorno dopo giorno, una tendenza ormai evidente. Ci troviamo di fronte a una stagione sicuramente mite dal punto di vista termico (si è visto ben poco il gelo intenso), ma allo stesso tempo eccezionalmente generosa in termini di precipitazioni.
Una contraddizione?
Ma certo che no. Dobbiamo sempre analizzare il pattern meteo a livello europeo. Le correnti principali continuano infatti a favorire l’ingresso di masse d’aria umide di origine atlantica, mentre il freddo artico rimane confinato a casa propria. Le irruzioni fredde sono molto deboli e non riescono a spingersi con decisione verso il Mediterraneo.
Va da sé che l’Italia resta esposta quasi senza interruzioni a piogge diffuse, rovesci talvolta violenti e dissesto idrogeologico. Mentre le irruzioni fredde risultano deboli e sporadiche, incapaci di riportare la neve a quote tipiche del periodo invernale, soprattutto lungo l’Appennino.

L’evoluzione
La prima metà di febbraio si inserisce pienamente in questo contesto. Prepariamoci, ancora una volta, a una lunga serie di perturbazioni ravvicinate. Tra il 4 e il 5 febbraio ecco la prima. Tra il 5 e il 6 seguirà un ulteriore passaggio perturbato, con fenomeni in rapido movimento da sud-ovest verso nord-est e precipitazioni più intense lungo il versante tirrenico.
Nei giorni 7 e 8 febbraio il maltempo potrebbe accentuarsi soprattutto sulle regioni centro-meridionali, con la possibilità di nubifragi localizzati, anche se non si potrà gioire nel fine settimana, perché comunque il maltempo comincerebbe subito ad arrivare da ovest.
A cavallo tra il 10 e l’11 febbraio un’altra perturbazione atlantica porterà nuove piogge e raffiche di vento, mentre tra il 13 e il 14 febbraio è previsto l’ennesimo guasto, con nevicate confinate quasi esclusivamente alle Alpi e solo occasionalmente a quote più basse.
Ma quando finisce tutto?
Il quadro generale resta dominato da tutti i seguenti ingredienti. In primis, precipitazioni abbondanti, poi neve sulle Alpi ma quasi assente sull’Appennino, infine temperature spesso superiori alle medie stagionali, soprattutto al Centro-Sud. Non si vedono irruzioni gelide né tantomeno fasi di alta pressione.
Ecco perché il modello meteo GFS, prima di dare ulteriori sentenze, ipotizza una parentesi più stabile attorno a metà mese. Ma mancano ancora dieci giorni e quindi bisogna vedere se effettivamente le nuove uscite modellistiche confermeranno questa tendenza o meno.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE