La normalità invernale, è bene non scordarlo mai, non è affatto quella che stiamo registrando. Vero è che la percezione comunque è quella di una stagione in linea col passato, ma in realtà vi sono state delle anomalie – soprattutto a livello di precipitazioni – che è bene non scordarsi.
Sarà un Inverno che farà scuola, ragion per cui nei prossimi anni quando penseremo all’Inverno 2025-2026 molto probabilmente il paragone con le stagioni che verranno sarà impietoso. Ma al di là degli aspetti inerenti la climatologia italiana ed europea, ciò che preme evidenziare è che non è affatto finita.
Cosa mancava all’appello? E cosa manca? Senz’altro il freddo, quello vero, che arriverà nel corso del weekend. Magari non sarà un’ondata artica da record, ma sarà comunque un’irruzione tipicamente invernale. Tipica, per intenderci, del nostro clima, del nostro Inverno, della normalità stagionale.
Prima però, ed è cronaca di queste ore, stiamo affrontando l’ennesimo peggioramento atlantico. C’è però una differenza sostanziale rispetto alle precedenti: il vento. Su alcune regioni, Sardegna in primis, sta soffiando a livelli di tempesta o burrasca. Raffiche record, basti pensare che sull’Isola si raggiungono punte superiori a 130 km/h.
Ma perché tutto questo vento? Semplice, perché a livello barico stiamo registrando quei cambiamenti di cui s’è parlato abbondantemente: Alta Pressione in spostamento sulla Penisola Iberica e l’ultima perturbazione atlantica che si getta con impeto sul Mediterraneo centrale. Il gradiente barico è elevatissimo, ecco quindi spiegata la causa principale della forza del vento.
Poi subentrano altri elementi, a carattere locale, come ad esempio l’orografia. Aree sopravento e sottovento, questo ciò che sta determinando differenze a livello d’intensità del vento. E poi, come detto, c’è il maltempo che ancora una volta sta imperversando su svariate regioni con precipitazioni davvero notevoli.
Il tutto, comunque, è preludio all’irruzione artica del weekend. Irruzione ampiamente confermata ed è giusto evidenziarlo, perché le temperature registreranno un crollo e perché la quota neve calerà tanto. Ma questo è discorso che affronteremo in un altro approfondimento
