
Ci separano ormai pochissimi istanti da un nuovo passaggio perturbato che porterà con sé nevicate estremamente copiose, in particolare lungo i settori di confine occidentali e settentrionali del nostro Arco Alpino. Le prime avvisaglie del maltempo si paleseranno già nella serata odierna, indicativamente tra le 18, 19, per poi proseguire con insistenza fino alle prime luci di martedì 17 febbraio. La circolazione atmosferica sarà dominata da correnti provenienti da nord-ovest, una configurazione che attiverà raffiche di vento molto intense sia all’interno delle vallate sia verso le aree pianeggianti del Piemonte.
Quota neve e variazione delle temperature nelle prossime ore
In questo momento, alle ore 13 del 15 febbraio, stiamo assistendo all’azione dei venti di foehn, che stanno ripulendo e rendendo più secca l’aria, creando così le basi ideali per la successiva tenuta della colonna termica. Durante la notte imminente, il limite delle precipitazioni bianche si attesterà intorno ai 1000, 1200 metri, mentre per la giornata di domani è previsto un temporaneo rialzo termico che porterà i fiocchi a cadere tra i 1300, 1500 metri. Tuttavia, a partire dalla serata di lunedì, l’irruzione di una massa d’aria più fredda in alta quota spingerà nuovamente il limite della neve verso il basso, raggiungendo quote comprese tra gli 800, 1000 metri, ovunque i fenomeni risulteranno attivi.
Accumuli previsti e aree maggiormente colpite dai fenomeni
Secondo i modelli di calcolo aggiornati alla mattina di martedì 17, si attendono depositi al suolo di grande rilievo sopra i 1500, 1700 metri. Le zone che riceveranno il carico maggiore includono,
- La Valgrisenche, il massiccio del Rutor, comprese le piste da sci di La Thuile, la Val Ferret, la Val Veny, il comprensorio di Courmayeur e la Valle del Gran San Bernardo, dove gli accumuli potrebbero toccare valori compresi tra gli 80, 100 centimetri.
- La Valle di Ollomont, la Valpelline e l’Alta Valtournenche, con particolare riferimento alla località di Cervinia, dove si prevedono tra i 50, 70 centimetri di neve fresca.
Scenari per le altre vallate e le quote medie
Altre zone del territorio montano vedranno apporti meno estremi ma comunque significativi, con quantitativi oscillanti tra i 20, 40 centimetri, nello specifico presso,
- La Val di Rhemes e la Valsavarenche.
- La conca di Pila e la media Valtournenche, comprendendo i comuni di Valtournenche paese, Chamois e Torgnon.
- La media e l’alta Val d’Ayas, partendo dalle località di Antagnod e Champoluc procedendo verso settentrione.
- L’alta Valle di Gressoney, in particolare da La Trinitè verso nord.
- I centri abitati di La Thuile e di Courmayeur.
Vento forte e incremento del rischio valanghe
È necessario prestare la massima cautela a causa della combinazione tra i massicci apporti nevosi e l’azione delle correnti impetuose, un binomio che rende il manto nevoso estremamente instabile, aumentando drasticamente il pericolo di valanghe. Oltre la soglia dei 2500 metri, le raffiche potrebbero agevolmente superare i 100 km/h, rendendo peraltro molto complesso misurare con precisione la neve effettivamente caduta al suolo, a causa dei continui fenomeni di accumulo e trasporto eolico. Le autorità locali raccomandano prudenza negli spostamenti e nella pratica di attività outdoor in alta quota in tutta la Valle d’Aosta.
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