
(METEOGIORNALE.IT) Tra i protagonisti di spicco che andrebbero prendendosi la scena nel corso della seconda parte di febbraio dovrebbe esserci senz’altro l’anticiclone euro-atlantico. Dopo una lunga fase dominata da correnti umide oceaniche, quasi un mese di anomalo flusso zonale, il regime circolatorio sarebbe destinato a cambiare e proprio nel corso della prossima settimana.
Dai settori meridionali temperati atlantici e da quelli tropicali settentrionali, dunque da area Azzorre-Canarie, settore oceanico a largo del Sahara Occidentale, andrebbe progressivamente montando in latitudine verso Nord, un grande assente di questo inverno, ossia l’anticiclone subtropicale.
Non ne abbiamo visto praticamente traccia, perlomeno traccia che abbia lasciato il segno, sul Mediterraneo e sul continente in tutto l’inverno, sino a ora, salvo qualche fugace comparsa. Tutti i centri di calcolo convengono circa l’avanzare rapido di quest’alta pressione che, già in queste ore, è efficacemente estesa a buona parte della Penisola Iberica e che, progressivamente, si ergerebbe con promontorio verso l’Atlantico orientale e Ovest Europa, fino al Regno Unito.
La manovra più osante verso Nord, si compirebbe intorno a metà settimana entrante, con apice di sollevamento meridiano verso mercoledì-giovedì-venerdì prossimi, 18/19/20 febbraio.
Sarebbe in questa fase che, in coincidenza con il massimo slancio meridiano dell’alta, naturalmente in assetto di blocco alla circolazione atlantica, e lungo il suo fianco orientale, scivolerebbe rapidamente un nucleo di aria fredda, originariamente nordatlantica, in direzione dapprima dell’Europa centrale, poi anche verso i settori centrali del nostro bacino e dell’Italia.
Ci sarebbero, dunque, le condizioni per una significativa fase invernale anche per l’Italia? La risposta è un “NI”. Nel senso che la manovra meridiana si compirebbe e arriverebbe, oramai con buona probabilità, un nocciolo di aria anche piuttosto fredda sull’Italia, ma tutto evolverebbe in modo molto rapido, con una manovra scarsamente favorevole a instabilità invernale significativa, perlomeno stando ai dati attuali.
Andando più nella sostanza, il promontorio di alta pressione sarebbe, si, in sollevamento meridiano verso il Regno Unito, ma, a quella latitudine finirebbe il suo slancio, per via di un flusso nordatlantico ancora in forza e capace di tagliarne un ulteriore sollevamento e non solo, imponendo, altresì, uno spanciamento longitudinale dell’alta. Ne deriverebbe una sostanziale spinta verso Est al cavo instabile con recupero repentino della pressione sull’Italia. Quali dunque gli effetti inverali per la nostra nazione?
Essenzialmente per la giornata di venerdì 20 febbraio, il nucleo instabile nordatlantico, in realtà in più efficace azione instabile già il giovedì 19 precedente su molte regioni, specie settentrionali, centrali e sulla Campania, anche sulla Calabria tirrenica, ma senza connotazione fredda o con primi fiocchi serali medio-bassi sul Nord Appennino, nello scivolare rapidamente verso Sudest convoglierebbe aria piuttosto fredda sull’Italia.
Le aree più esposte alle termiche fredde, per di più con contaminazione fredda continentale via via, sarebbero quelle alpine, le aree centro orientali del Nord e, ancora più, quelle centro meridionali adriatiche, appenniniche comprese. Su questi settori, per venerdì 20, si avrebbe un crollo termico anche di 10 gradi, per giunta con sferzata di forti venti settentrionali, in sostituzione ad altri altrettanto forti, ma più miti, meridionali o occidentali del giorno precedente.
Il calo termico si avvertirebbe un po’ su tutta Italia, ma in modo più significativo sui settori citati, qui con isoterme fino a -6/-7/-8° intorno ai 1500 m, quindi con quadro termico decisamente invernale.
In termini di neve, ci sarebbe la possibilità di nevicate fino a bassa quota o in collina sul Centro Nord Appennino nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20, già nella sera di giovedì sul Nord Appennino, specie sui rilievi romagnoli, orientali emiliani, della Toscana orientale; nella notte, neve bassa sui rilievi umbri, marchigiani e abruzzesi.
Nella mattinata di venerdì, ancora fiocchi a bassa quota tra Marche e Abruzzo, più scarsi i fiocchi collinari al Sud, dove potrebbero arrivare in forma debole e sparsa in Appennino nel corso di venerdì, anche molto localizzati. Il tutto, però, già da venerdì sera evolverebbe verso Sud per spanciamento dell’alta pressione e repentino miglioramento a seguire, sebbene con freddo notturno e mattutino.
Dunque, azione invernale anche apprezzabile, ma piuttosto rapida con l’alta pressione che, perlomeno stando agli ultimi dati, spancerebbe da Ovest, apportando condizioni di tempo migliore e, di fatto, limitando la portata instabile invernale legata all’irruzione.
Continueremo a monitorare questa evoluzione più invernale verso metà-fine settimana prossima, nei nostri quotidiani aggiornamenti. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT) (METEOGIORNALE.IT)
