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Home A La notizia del giorno

Marzo 1971: quando il Burian congelò l’Italia. Neve sino a Palermo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
12 Feb 2026 - 19:20
in A La notizia del giorno, Cronaca Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) Sembrava ormai fatta per la primavera. I primi tepori di fine febbraio, le giornate che timidamente si allungavano, quella voglia diffusa di mettere via il cappotto pesante. E invece no. Marzo, si sa, è pazzerello per definizione, ma nel 1971 decise di esagerare, portando indietro le lancette del meteo di due mesi buoni. Non fu una semplice rinfrescata tardiva, diciamolo chiaramente. Fu uno schiaffo gelido in pieno volto all’Italia, un evento che ancora oggi, a distanza di decenni, viene ricordato come uno dei colpi di coda invernali più crudi del secolo scorso.

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Tutto partì da molto lontano, come spesso accade per le grandi ondate di freddo. Dalle steppe sconfinate della Russia e della Siberia occidentale. Lì, un serbatoio immenso di aria gelida, pesante, pellicolare, si mise in moto. Non verso est, come capita di solito, ma con un movimento retrogrado, “in retromarcia”, puntando dritto verso il Mediterraneo centrale e i Balcani. Un fiume d’aria artica continentale, il temibile Burian, che scavalcò le Alpi Dinariche e si tuffò sull’Adriatico con una violenza inaudita.

 

L’effetto fu immediato, quasi scioccante. Le temperature crollarono in poche ore, passando da valori gradevoli a diversi gradi sotto lo zero, anche in pianura. Chi c’era, parla ancora di quel vento. Un vento che tagliava la faccia, secco e cattivo, che acuiva la sensazione di freddo ben oltre quello che dicevano i termometri. La bora urlava su Trieste, certo, ma fu soprattutto il Centro-Sud a pagare il dazio più alto a questa irruzione.

 

Le regioni adriatiche, esposte in prima linea a questo assalto orientale, vennero letteralmente sepolte dalla neve fin sulla costa. Dalle Marche alla Puglia, il paesaggio divenne improvvisamente siberiano in un periodo in cui solitamente sbocciano i primi fiori. Non era la solita spolverata coreografica, insomma, era roba seria, con accumuli che bloccarono strade e isolarono paesi interi per giorni nell’entroterra appenninico.

 

Ma l’immagine simbolo, quella che ancora oggi fa strabuzzare gli occhi guardando le foto d’epoca sgranate e in bianco e nero, arriva dalla Sicilia. Il 2 marzo 1971. Una data che a Palermo non hanno dimenticato facilmente. La neve. Non sui monti circostanti, che pure sarebbe normale. Proprio in città. I fiocchi, fitti e asciutti, imbiancarono le palme del lungomare, si posarono sulle spiagge, coprirono i tetti del centro storico e la Cattedrale.

 

Un evento rarissimo, quasi onirico per una città di mare abituata ad altri climi e ad altre dolcezze termiche. Vedere la Conca d’Oro sotto una coltre bianca, con temperature scese fino a toccare lo zero anche in pieno giorno, fu uno shock termico e visivo incredibile. I palermitani si svegliarono in una città trasformata, ovattata, dove il rumore del traffico era sostituito dal fruscio dei fiocchi. Fu un evento che segnò una generazione, una di quelle storie che i nonni raccontano ai nipoti quando d’inverno fa appena un po’ fresco.

Oggi siamo abituati a inverni spesso latitanti, e un episodio del genere, così tardivo e così intenso, ci sembrerebbe quasi impossibile, fantascienza meteorologica. Eppure, la storia del clima ci insegna che l’atmosfera ha una memoria lunga e, ogni tanto, si diverte a rimescolare le carte in tavola quando meno te lo aspetti. Proprio come fece in quel pazzo, gelido inizio di marzo del ’71.

 

Fonti (METEOGIORNALE.IT)

  • World Meteorological Organization (WMO) – Climate Resources
  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) – Historical Data
  • NOAA’s National Centers for Environmental Information (NCEI)
  • Royal Meteorological Society (RMetS) – Weather Archives
  • American Meteorological Society (AMS) – Journals Online
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Tags: burian marzogelo russiainverno 1971meteo storiconeve centro sudneve palermoondata di freddo
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Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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