Tuttavia è giusto soffermarsi su quanto sta accadendo anche al Nordovest, perché in realtà il peggioramento su queste regioni è già iniziato ed entrerà nel vivo durante il weekend. Un fine settimana che tra Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria di ponente porterà precipitazioni insistenti e consistenti.
La presenza di aria fredda nei bassi strati dovrebbe far sì che la quota neve risulti inizialmente piuttosto bassa, specialmente nel cuneese. Le mappe ad alta risoluzione, non a caso, confermano tanta, tantissima neve fresca. Gli accumuli potrebbero essere davvero notevoli, andando a replicare quanto visto nelle scorse settimane.
Ricorderete, infatti, che si parlò spesse volte dell’enorme quantità di neve caduta in alcuni settori delle Alpi occidentali e in modo particolare sui rilievi del cuneese, laddove gli accumuli superarono talvolta i 3 metri. Ecco, il tipo di configurazione che stiamo osservano potrebbe portare ad una replica di quell’evento.
Si tenga conto, infatti, che la risalita d’aria umida da sud-sudest creerà i presupposti per persistenti e consistenti nevicate. Nevicate che peraltro sono già in atto e che tenderanno ad intensificarsi nelle prossime 24 ore, protraendosi probabilmente per tutta la giornata di domenica.
E’ giusto però evidenziare un elemento importante, ovvero che nel corso del fine settimane registreremo un progressivo innalzamento della quota neve. Innalzamento dettato da una ripresa termica graduale, dettata dalla progressiva intrusione di correnti sciroccali che andranno a scalfire il cuscino d’aria fredda presente da giorni.
Ma quel che conta è evidenziare le intensissime nevicate attese, perché a differenza di quanto accaduto negli ultimi anni l’Inverno 2025-2026 sta confermando un andamento diametralmente opposto. Sta confermando, per essere chiari, quella che dovrebbe essere la normalità stagionale, al di là che quanto sta per accadere su altre regioni – leggasi ciclone mediterraneo – ha poco o nulla a che fare col pieno Inverno.
Peraltro Gennaio promette ulteriori sorprese nel corso dell’ultima decade mensile e potrebbe trattarsi di sorprese “crude”, pienamente invernali, col ritorno in grande stile del gran freddo.
