Il ciclone è ufficialmente entrato in azione nel Mediterraneo. Il minimo di bassa pressione ha raggiunto il Canale di Sardegna e si sta rapidamente evolvendo, richiamando verso di sé enormi quantità di umidità e aria tiepida nordafricana. I venti di Scirocco contribuiscono ad alimentare e a potenziare questo vortice di bassa pressione, il quale avrà molto da dire almeno fino a mercoledì. Non solo rovesci, nubifragi e venti forti, ma anche una mareggiata davvero eccezionale che rischia di sferzare nelle prossime ore tutto il Canale di Sicilia e il basso Ionio.
Le aree più colpite dalla mareggiata
Le zone più colpite dalla mareggiata saranno le varie isole che comprendono Pantelleria, Malta, Linosa e Lampedusa, poi anche la Sicilia meridionale, la Sicilia orientale e la bassa Calabria ionica. Le aree evidenziate in nero, nella mappa sottostante, indicano le onde più alte, addirittura fino a 9 metri.
Zone maggiormente esposte alle onde più alte:
- Pantelleria
- Malta
- Linosa
- Lampedusa
- Sicilia meridionale
- Sicilia orientale
- Sardegna meridionale
- Bassa Calabria ionica
Il ruolo del fetch nel Canale di Sicilia
Nel Canale di Sicilia la mareggiata risulta particolarmente intensa perché il vento, disposto da Scirocco o Levante, riesce a soffiare per molte ore su un tratto di mare molto ampio, senza ostacoli, favorendo la crescita di onde lunghe e potenti. Il fenomeno è noto come “fetch”. È qui che il sistema d’onda raggiunge la massima organizzazione, con altezze elevate e un’energia tale da rendere il mare molto grosso in mare aperto e potenzialmente violento anche sotto costa, soprattutto nei tratti rivolti direttamente verso sud e sud-est.
Procedendo verso la Sicilia orientale e la bassa Calabria ionica, la situazione resta critica. Lo Ionio funge da vero serbatoio di energia, caricando ulteriormente il moto ondoso che arriva sulle coste con direzione favorevole. In queste aree il mare non sarà solo alto, ma anche particolarmente “pesante”, con onde lunghe, forti risacche e correnti sostenute, capaci di creare condizioni difficili nei porti e lungo i litorali più esposti.
Diversa la lettura sul versante tirrenico della Sicilia, dove la mareggiata appare via via più debole. Qui l’orientamento delle coste e la parziale schermatura esercitata dalla stessa isola riducono l’efficacia del moto ondoso, che risulta meno diretto e meno organizzato. Il mare resterà comunque agitato, ma senza raggiungere i livelli estremi osservabili nel Canale di Sicilia e sull’Ionio.
Pantelleria nel cuore della super mareggiata
La situazione più critica potrebbe riguardare proprio l’isola di Pantelleria, che si ritroverebbe nel pieno della mareggiata alimentata dal vento di Scirocco. Sull’isola si prevedono onde fino a 9 metri di altezza nel corso di questo martedì 20 gennaio, soprattutto tra la tarda mattinata e il pomeriggio, quando raggiungeremo l’apice di intensità del ciclone. I litorali orientali dell’isola saranno messi a dura prova da un mare molto grosso.
Da non sottovalutare anche le altissime onde che colpiranno nelle prossime ore e nel corso di questo martedì la Sicilia orientale, soprattutto tra Ragusano, Siracusano e Catanese, dove si prevedono onde fino a 7 metri di altezza. Onde fino a 5–6 metri sul Messinese ionico, sul Reggino ionico e sul Catanzarese. Situazione analoga anche sul Cagliaritano, Ogliastra e Nuorese, con onde fino a 4–5 metri sottocosta e fino a 8 metri al largo nel Canale di Sardegna.
Altezze d’onda stimate nelle diverse aree:
- Fino a 9 m su Pantelleria e nel Canale di Sicilia
- Fino a 7 m su Sicilia orientale (Ragusano, Siracusano, Catanese)
- Fino a 5–6 m su Messinese ionico, Reggino ionico e Catanzarese
- Fino a 8 m al largo nel Canale di Sardegna
Fonti e modelli di riferimento
L’analisi di questa mareggiata eccezionale è stata condotta utilizzando gli ultimi aggiornamenti del modello GFS del NOAA (https://www.ncep.noaa.gov), del Centro Europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e dei prodotti ufficiali della NOAA (https://www.noaa.gov), fondamentali per valutare l’intensità del vento, il fetch e l’altezza significativa delle onde nel Mediterraneo centrale.