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      Home » Prossimi 7/8 giorni: flusso atlantico dominante. Fino al 70% di piogge più della norma. Mappa
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      Prossimi 7/8 giorni: flusso atlantico dominante. Fino al 70% di piogge più della norma. Mappa

      Antonio Iannella
      Antonio Iannella
      Pubblicato: 25/01/2026
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      6 Min Lettura
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      Siamo in presenza, da un po’ di giorni, di un flusso atlantico umido, magari relativamente freddo sul Centro Nord Europa, meno verso il nostro Mediterraneo, ma soprattutto molto instabile.

      Nonostante un quadro “index descrittivi” più per blocco alle correnti oceaniche che non per flusso zonale, con indici AO e NAO entrambi abbondantemente negativi e PNA positivo, il getto atlantico preme in maniera notevole verso il vecchio continente. La ragione, perlomeno in questa fase e in quella prossima, sta in una ingerenza verso l’Atlantico, per trasmissione d’onda, delle vicende bariche del lontano Pacifico.

       

      Si tratta di una ingerenza particolarmente veemente, PNA eccessivamente positivo, in grado non solo di innescare un cavo depressionario verso gli States orientali, ma anche di attivare un calo di pressione più a Est, verso medio Atlantico, innescando un forte gradiente barico con le alte latitudini oceaniche, mediamente anticicloniche all’altezza della Groenlandia, Islanda, dunque con attivazione di insistente flusso zonale, nonostante AO/NAO negativi.

      Descrizione tecnica a parte, il succo è che nonostante vi sia un quadro emisferico al 70% favorevole a una circolazione fredda meridiana anche per il nostro Bacino, quel 30% rimanente, costituito appunto da un indice PNA che dovrebbe essere pur positivo per avere inverno, ma non troppo come nei fatti è, capovolge le sorti e ci butta addosso l’Atlantico perturbato.

       

      Ma per quanto durerebbe questa situazione? Difficile dirlo a ora. Tuttavia, in prospettiva, verosimilmente dalla seconda settimana di febbraio, sembrerebbero compiersi movimenti interessanti in Stratosfera, potenzialmente in grado di cambiare le sorti circolatorie in senso più freddo.

      Ma, al di là delle possibili vicende in Strato, la cui influenza verso il basso è sempre un enigma, ci sarebbero prospettive, dal 3/5 febbraio, per quadro index più favorevole a meridianità, essendoci forecasts per un PNA sempre positivo, però in modo meno dichiarato e più verso neutralità, e persistenza in area negativa degli index AO e NAO. Dunque, da quelle date, dal 3/5 febbraio, potrebbe iniziare qualche tentativo di cambiamento in senso più meridiano e freddino o comunque con meno flusso atlantico. Su questo, ci aggiorneremo meglio via via.

       

      Nel frattempo, sul Mediterraneo centrale e sull’Italia si succederebbero diverse fasi di maltempo. In questa sede analizziamo un prospetto fino al 2 febbraio circa, quindi per i prossimi 7/8 giorni, sostanzialmente, per tutta la prossima settimana.

      Dopo il maltempo diffuso di oggi al Nordest e su alcuni settori centro meridionali, per domani, lunedì 26, è attesa ancora una certa instabilità iniziale sulle aree tirreniche, ma in miglioramento; instabilità, con piogge e rovesci mediamente più presenti, sebbene non particolarmente importanti, sulle isole maggiori e su diverse aree del Sud.

       

      Temporaneo miglioramento, invece, al Nord e anche sul medio e alto Adriatico. Per martedì 27, tempo buono in giornata al Centro Sud, salvo aumento di nubi al Centro e su Sardegna, più nubi al Nord, già con piogge al pomeriggio su Liguria, Nordovest Toscana e localmente al Nordovest;

      qualche pioggia nel tardo pomeriggio anche verso Ovest Sardegna. Dalla sera di martedì, peggiora su buona parte del Nord, meno su Estremo Est, e peggiora anche sul medio e alto Tirreno e su Sardegna.

       

      Entro mercoledì 28, maltempo su tutta Italia, meno solo su estremo Sud, aree ioniche, e piogge anche pesanti su aree tirreniche, alta Lombardia e al Nordest. In questa fase, neve a 5/700/1000 m su Alpi, fino a bassa quota o al piano martedì sera e notte su mercoledì, su Sud Piemonte, Cuneese; neve a 1400/1600 m in Appennino.

      Fase di maggiore variabilità tra il 29 e il 30, con fenomeni mediamente più scarsi e circoscritti, magari più presenti al Centrosud, meno al Nord. Altro affondo depressionario consistente e peggioramento più pesante, tra il 31 sera e il 2 febbraio, quando è atteso il transito di un vortice perturbato nordatlantico proprio sul Mediterraneo centrale e sull’Italia.

       

      Per quella fase, a cavallo tra fine gennaio e i primi giorni di febbraio, sono attesi rovesci e temporali diffusi e spesso forti da Nord a Sud, venti spesso impetuosi a circolazione ciclonica intorno a un minimo che si sposterebbe dall’alto Tirreno, verso il basso Adriatico.

      Magari tra l’1 e il 2 febbraio, il campo termico associato al minimo potrebbe scendere leggermente, con nevicate intorno ai 1000 m anche in Appennino. In riferimento alla neve, essa sarebbe relegata mediamente ai monti, solo temporaneamente bassa su Cuneese e medio-bassa su Alpi.

       

      Nell’immagine interna, abbiamo evidenziato l’anomalia pluviometrica complessiva attesa fino al 2 febbraio. E’ evidente, da essa, un quadro piogge sopra norma un po’ su tutto il paese, con percentuali di eccesso anche importanti, specie sulle aree tirreniche, al Nordest e su Ovest Sardegna, fino al 70% di piogge in più su questi settori.

      In sintesi, in prospettiva almeno due forti perturbazioni nei prossimi 7/8 giorni, una tra il 27/28 e l’altra tra il 31 e il 2 febbraio, con apporti piovosi complessivi sostanziosi, nonostante, nel mezzo, fasi meno instabili o con fenomeni circoscritti. Contesto termico generale un po’ sopra i valori tipici del periodo.   Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

       

       

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      TAG:febbraiogennaioinvernomaltemponevepioggevento
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