Meteo, Getto polare meno teso entro fine mese: il GELO da Est cerca spazio
Atlantico meno dominante e segnali continentali in aumento: cosa può cambiare sullo scenario invernale
Nel dibattito meteo invernale torna spesso il tema delle retrogressioni continentali, ovvero quelle irruzioni fredde che, partendo dall’Europa orientale o dalla Russia, riescono a muoversi “contro corrente” verso l’Europa centrale e il Mediterraneo.
Contents- Perché l’Atlantico è decisivo
- Il peso della NAO
- Il ruolo delle depressioni mediterranee
- Quando la retrogressione diventa possibile
Si tratta però di scenari tutt’altro che scontati: senza un assetto dinamico favorevole sull’Atlantico, una vera retrogressione resta un evento raro e strutturalmente penalizzato.
Perché l’Atlantico è decisivo
Nella maggior parte dei casi, affinché l’aria continentale possa avanzare verso ovest, è indispensabile che il flusso zonale atlantico venga almeno parzialmente disturbato. Ciò avviene quando si instaurano blocchi di alta pressione o ondulazioni marcate del campo di geopotenziale tra l’oceano Atlantico e la Scandinavia.
Queste configurazioni agiscono come una barriera dinamica, costringendo il getto polare a rallentare e a piegare verso nord o sud, aprendo corridoi favorevoli allo scorrimento retrogrado dell’aria fredda.
In assenza di questo “muro” a monte, il flusso occidentale resta dominante, rapido e rettilineo, impedendo alle masse d’aria continentali di guadagnare terreno verso l’Europa occidentale.
Il peso della NAO
Un ruolo chiave è giocato dall’indice NAO (North Atlantic Oscillation). Quando la NAO è fortemente positiva, il gradiente di pressione tra Azzorre e Islanda sostiene un getto molto teso, che tende a “spianare” ogni tentativo di ondulazione. In queste fasi, le retrogressioni risultano fortemente limitate o addirittura impossibili.
Situazioni con NAO debole o negativa, invece, favoriscono un’atmosfera più ondulata, con scambi meridiani più pronunciati e una maggiore probabilità che l’aria fredda continentale venga deviata verso l’Europa centro-meridionale.
Il ruolo delle depressioni mediterranee
Anche il Mediterraneo può entrare in gioco. Una saccatura profonda in area mediterranea è in grado di richiamare aria fredda dai Balcani e dall’Europa orientale, sfruttando il contrasto di densità tra masse d’aria diverse. Tuttavia, senza un adeguato supporto dinamico in Atlantico, questo richiamo resta spesso parziale e temporaneo: l’aria fredda tende a rimanere confinata sui settori orientali del sistema o viene rapidamente scalzata da correnti più miti di origine atlantica.
Quando la retrogressione diventa possibile
Per trasformare una fase perturbata atlantica in un vero evento invernale di stampo continentale servono ingredienti ben precisi:
- un’ondulazione o un promontorio anticiclonico tra Atlantico e Nord Europa;
- un getto polare meno veloce e più sinuoso;
- una riserva di aria molto fredda già ben strutturata sull’Europa orientale.
Se uno di questi elementi manca, la “sfida” tra Atlantico e continente viene quasi sempre vinta dal primo. In questi casi, il risultato è una fase piovosa e ventosa di matrice atlantica, con solo brevi e marginali infiltrazioni fredde, più probabili lungo i Balcani e, al massimo, sui settori adriatici.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.
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