
(METEOGIORNALE.IT) Freddo e neve in arrivo? Il Centro Meteo europeo ECMWF conferma e rilancia le sue recenti emissioni modellistiche, ponendo diverse nostre regioni sotto una copiosa nevicata sul finire delle feste natalizie. La neve in pianura potrebbe diventare realtà tra 6 e 7 gennaio, ed anche l’ultimissimo aggiornamento va a confermare una configurazione decisamente succulenta per gli appassionati di neve. Dopo anni di assenza, la dama bianca potrebbe davvero imbiancare diverse città del Nord Italia.
Neve al Nord Italia, sorprese in vista per l’Epifania
Tutto merito delle fredde correnti artico-continentali, le stesse che entro Capodanno faranno precipitare le temperature in ogni angolo d’Italia. La massa d’aria gelida si limiterà a lambire il nostro Stivale tra 31 dicembre e 1 gennaio, pertanto avremo prevalentemente freddo secco, intenso ma senza neve.
Ma questa massa d’aria gelida non fuggirà via, tutt’altro. Non potendo superare pienamente Balcani e Adriatico, sceglierà una via più agevole per affluire nel Mediterraneo, ovvero la porta occidentale. Ci riferiamo alla Valle del Rodano e alla porta di Carcassonne, sulla Francia meridionale: attraverso questi varchi l’aria fredda riesce a incanalarsi rapidamente verso il Mediterraneo, per poi interagire in modo più diretto con le regioni del Nord Italia e del versante tirrenico.
Possibili perturbazioni cariche di neve
Le fredde correnti provenienti dall’Est Europa dilagheranno in questi settori nei primi giorni di gennaio, favorendo lo sviluppo di perturbazioni cariche di maltempo, tra pioggia, temporali, venti forti e neve. Non è ancora del tutto chiara la traiettoria di queste perturbazioni, né risultano definite con precisione le tempistiche del loro sviluppo.
Il modello più generoso in termini di precipitazioni resta, al momento, proprio ECMWF: una di queste basse pressioni potrebbe investire in pieno il Nord Italia tra 6 e 7 gennaio, dando vita a una nevicata importante su vasti territori.
Neve in pianura nel giorno dell’Epifania
L’aria fredda si impadronirebbe rapidamente del Nord Italia, permettendo un crollo verticale dello zero termico e del limite della quota neve, che si porterebbe letteralmente a livelli di pianura. Proprio nel giorno dell’Epifania, la neve potrebbe raggiungere le pianure del Settentrione, in particolare su:
- Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia
- Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, seppur con accumuli più blandi
Il Nord-Est risulterebbe il settore più esposto alle forti nevicate, complice la maggiore presenza di precipitazioni con questa configurazione.

Accumuli e città potenzialmente coinvolte
Sulla Val Padana centro-orientale, mappe alla mano, potrebbero precipitare oltre 10–15 cm di neve. Un’Epifania in bianco per città come:
- Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Piacenza
- Verona, Vicenza, Rovigo, Trento, Bolzano
- Treviso, Pordenone
Potrebbe nevicare anche su Milano, Mantova, Cremona, Venezia, Gorizia, Udine e addirittura Trieste. Ma tra la sera dell’Epifania e il 7 gennaio i fiocchi di neve potrebbero imbiancare anche le basse quote di Toscana, Marche e Umbria, man mano che la depressione – assieme all’aria fredda – scivoleranno verso sud.
Tuttavia nulla è ancora scritto. Restiamo nel campo delle previsioni da confermare o smentire nei prossimi giorni, considerando che non tutti i principali centri meteo concordano su questa evoluzione. ECMWF è certamente uno dei modelli più affidabili e rinomati, ma la distanza temporale impone la massima prudenza.
Fonti e modelli di riferimento
Per questa analisi ho utilizzato le ultime emissioni dei principali modelli meteorologici internazionali, in particolare GFS (https://www.ncep.noaa.gov), ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i prodotti di NOAA (https://www.noaa.gov), confrontando le diverse simulazioni per valutare il potenziale rischio di neve in pianura sull’Italia. (METEOGIORNALE.IT)
