
(METEOGIORNALE.IT) Le ultime elaborazioni modellistiche delineano infatti una configurazione notevole per il periodo: l’anticiclone africano tornerà a dominare la scena, portando sole, temperature sopra la media e una lunga pausa dalle precipitazioni.
Un cambiamento netto: perché il meteo vira verso il caldo?
Il nuovo assetto barico che si sta formando sull’Europa meridionale favorirà l’espansione verso nord di una massa d’aria molto mite di origine subtropicale.
Questo comporterà un sensibile aumento delle temperature, destinate a portarsi ben oltre le medie stagionali, con valori che in quota diventeranno eccezionali per dicembre. Si parla infatti di uno zero termico vicino ai 4000 metri, un’altezza più tipica di fine primavera che del periodo pre-natalizio.
Non si tratta, purtroppo, di una novità: negli ultimi anni il Mediterraneo è sempre più spesso teatro di incursioni anticicloniche africane anche durante l’inverno, segno evidente del cambiamento climatico in atto, con temperature anomale positive e fasi di maltempo sempre più concentrate.

Sole e clima mite, ma non per tutti: il rovescio della medaglia
Se in quota e sulle regioni montuose il clima apparirà quasi primaverile, non mancheranno effetti opposti nelle valli e nelle pianure. L’anticiclone, infatti, tende a intrappolare l’aria nei bassi strati, favorendo la formazione di nebbie persistenti, foschie e nubi basse, soprattutto in Val Padana. In queste zone il freddo rimarrà più tenace, con temperature che faranno fatica a salire anche nelle ore centrali del giorno.
Un altro aspetto critico sarà la qualità dell’aria: l’assenza di vento e la scarsa dispersione degli inquinanti porteranno a un aumento dello smog, con possibili ripercussioni sulla salute, in particolare per anziani e soggetti sensibili. Il quadro sarà quello tipico delle fasi anticicloniche invernali: cieli grigi in pianura, aria stagnante e inquinanti in accumulo, mentre in montagna il sole e il clima mite domineranno la scena.
Quanto durerà questa fase anomala? E cosa aspettarsi verso Natale?
Le proiezioni attuali suggeriscono una fase stabile che potrebbe protrarsi per diversi giorni, probabilmente per tutta la prima metà di dicembre. Se confermato, il quadro meteo renderebbe il prossimo Natale tranquillo, asciutto e poco invernale, almeno dal punto di vista termico, con temperature sopra la media e scarse possibilità di neve a bassa quota.
Resta tuttavia una variabile fondamentale: il Vortice Polare. Questa grande struttura atmosferica posizionata sopra il Polo Nord può, se disturbata, inviare aria molto fredda verso le medie latitudini, ribaltando completamente lo scenario in pochi giorni. Una sua eventuale destabilizzazione potrebbe riaprire la porta a irruzioni fredde anche intense e a un ritorno rapido di maltempo invernale sull’Europa e sull’Italia.
Per ora, però, l’Italia si avvia verso un’Immacolata all’insegna della stabilità e del caldo anomalo, con un anticiclone africano protagonista e un inverno che — almeno temporaneamente — sembra voler rimanere alla finestra, mentre il nuovo clima del XXI secolo continua a mostrarsi attraverso anomalie termiche positive sempre più frequenti.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
