
(METEOGIORNALE.IT) Questo cambiamento su larga scala non è solo un dettaglio tecnico per gli addetti ai lavori, ma ha conseguenze concrete sul tempo che potremo osservare tra Natale e la prima metà di gennaio in Nord America e in Europa.
Cosa è successo nelle scorse settimane
All’inizio dell’inverno il Vortice Polare non si è presentato compatto come di consueto. Un forte riscaldamento in alta atmosfera ne ha provocato una sorta di “spaccatura”, dividendo il vortice in due grandi aree di influenza. Una di queste si è posizionata sul Nord America, favorendo l’arrivo di aria artica su Stati Uniti e Canada. Il risultato è stato un dicembre molto freddo e nevoso su vaste zone del continente americano.
Allo stesso tempo, l’Europa è rimasta più ai margini di questa circolazione fredda. Le correnti più miti provenienti dall’Atlantico hanno mantenuto temperature spesso superiori alla media, con un inverno finora poco incisivo su gran parte del continente.
Cosa cambia verso Natale
Avvicinandoci al periodo natalizio, il Vortice Polare tende però a ricompattarsi. Questo processo porta a una riorganizzazione della circolazione atmosferica: negli Stati Uniti il freddo intenso lascia gradualmente spazio a correnti più miti, soprattutto nelle regioni centrali e orientali, dove il Natale potrebbe risultare insolitamente caldo per la stagione.
In Europa, invece, la situazione potrebbe iniziare a cambiare. La formazione di un’area di alta pressione sulla Groenlandia favorisce la discesa di aria più fredda verso il continente europeo. Non si tratterebbe di un gelo estremo, ma di un raffreddamento sufficiente a riportare condizioni più invernali, interrompendo la lunga fase mite delle ultime settimane.

Neve e temperature a cavallo del 25 dicembre
Intorno al 25 dicembre, il freddo più intenso resterà concentrato soprattutto tra Canada e Nordest degli Stati Uniti, dove non mancheranno neve e gelo. In Europa le possibilità di neve aumenteranno soprattutto alle alte latitudini e sulle zone montuose, con qualche possibile coinvolgimento anche delle aree centrali, se le temperature lo permetteranno.
Sguardo a gennaio 2026
Le proiezioni per gennaio indicano un Vortice Polare più forte e stabile, con una circolazione atmosferica più dinamica. Questo potrebbe favorire nuove discese di aria fredda verso l’Europa nella prima metà del mese, alternate a fasi più miti. In pratica, l’inverno potrebbe entrare nel vivo con situazioni più variabili, tipiche della stagione.
In sintesi, dopo un avvio sbilanciato tra America gelida ed Europa mite, lo scenario atmosferico sembra destinato a riequilibrarsi, con un inverno più presente anche sul Vecchio Continente nelle settimane successive alle festività.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
