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      Prossima settimana: tutto fuorchè inverno. Le ultimissime

      Antonio Iannella
      Antonio Iannella
      Pubblicato: 05/12/2025
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      7 Min Lettura
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      La prossima settimana evolverebbe all’insegna di uno stravolgimento meteo. Lo stravolgimento si apprezzerebbe soprattutto in termini termici, poiché, a parte gli ultimi 4-5 giorni con valori tutto sommato nelle medie stagionali da Nord a Sud, la fase antecedente, ossia gli ultimi 10/12 giorni di novembre, sono evoluti all’insegna di temperature decisamente sotto media in via generale.

      Il bilancio termico complessivo, infatti, degli ultimi 15 giorni, è generalmente negativo su buona parte d’Italia, quindi con valori in prevalenza sotto media, salvo localmente in media su qualche settore meridionale, su qualche altro dell’alto Tirreno e su Alpi nordoccidentali.

      Lo stravolgimento si apprezzerebbe anche in termini di precipitazioni, sotto questo aspetto magari di più al Centro e su diverse aree del Sud, poichè negli ultimi 15 giorni ci sono state piogge ricorrenti e spesso anche abbondanti e sopra media su questi settori, in particolare al Centro.

       

      Ma perchè stravolgimento? Perchè già dal prossimo fine settimana, e poi con maggiore fermezza nella prima parte della settimana prossima, andrebbe progressivamente affermandosi, verso il Mediterraneo centrale e sull’Italia, un campo di alta pressione di matrice nordafricana.

      Un protagonista che, oramai, occupa spesso la scena atmosferica mediterranea e in modo trasversale in tutte le stagioni, di sovente anche nei nostri inverni, e che farà la sua comparsa anche in questo avvio di stagione invernale. Non sembrerebbe durare molto a lungo, stando agli ultimi forecasts, tuttavia si esprimerebbe con una buona performance per almeno 4-5 giorni prossimi.

       

      Già nel corso del weekend imminente, il promontorio anticiclonico di matrice algerino-marocchina, specie in quota, avanzerebbe progressivamente verso Nord e verso Est comportando un repentino aumento della pressione sull’Italia, con valori che, dai 1004/1008 hpa attuali, raggiungerebbero un po’ ovunque i 1018/1020 hpa entro domenica 7.

      Il tempo, di conseguenza, si farebbe stabile e più ampiamente soleggiato da Nord a Sud, salvo ultimi strascichi di pioggia sul basso Tirreno, tra Nord Sicilia e Sud Calabria, occasionalmente anche sulla Puglia. Da rilevare, sempre per il corso del prossimo weekend, più nubi e locali precipitazioni sui settori alpini soprattutto di confine, ma con neve a quote piuttosto alte, e nebbie mattutine su diverse aree pianeggianti del Nord.

       

      Per la prima parte della prossima settimana, anticiclone nordafricano in ulteriore potenziamento ovunque, con pressione al suolo fino a 1022/1024 hpa e geopotenziali alti anche in quota e, dunque, con bel tempo prevalente. Naturalmente, l’anticiclone in inverno non è sempre sinonimo di bel tempo assoluto.

      Infatti, su diversi settori, quelli più soggetti ad impatto umido marittimo e a inversione termica, i cieli non sarebbero sereni e soleggiati, sarebbero presenti, piuttosto, ricorrenti nubi basse e nebbie, queste specie sulle pianure del Nord, temporaneamente su Toscana, e anche qualche precipitazione.

       

      Piovaschi abbastanza ricorrenti o, talora, anche qualche pioggia debole o moderata, riguarderebbero, in particolare, la Liguria centro orientale, l’alta Toscana, qualche settore emiliano occidentale, altri piemontesi sudorientali e, localmente, la Lombardia sud-occidentale e centrale.

      Altrove, sole prevalente, salvo nubi basse o qualche nebbia, ma decisamente più circoscritte. In termini di stravolgimento, rileviamo un impatto più vistoso sotto l’aspetto del cambio termico: magari ancora freddino al mattino fino a inizio settimana, per via dell’irraggiamento notturno, poi via via più mite anche nelle ore notturne; temperature, invece, sempre più tiepide di giorno, con la fase più calda tra il 9 e il 10/11 dicembre, quindi verso metà settimana prossima.

       

      In questi 2/3 giorni, le temperature massime sulle aree di pianura, in particolare al Centrosud, potrebbero raggiungere valori sui 17/21° diffusi e punte anche verso i 22/23° al Sud e su Isole;

      temperature via via piuttosto altine anche al Nord su colline e monti, qui, però, meno sulla prevalenza delle pianure, per possibile insistenza di nubi basse e nebbie anche diurne, quindi con cieli più coperti.

       

      Dunque, l’anticiclone mite nordafricano comporterebbe uno stravolgimento sostanzioso per la prossima settimana anche se, dall’analisi evolutiva, è bene deducibile che la settimana sarebbe caratterizzata da un coacervo di aspetti meteo, con sole diffuso, clima decisamente mite, ma anche nubi basse, nebbie e persino locali piogge.

      Insomma, ci sarebbe un po’ di tutto, eccetto il freddo, l’aspetto che dovrebbe essere più tipico del periodo. Per così come è evoluta la circolazione negli ultimi 15 giorni, quindi per un contesto circolatorio meridiano pregresso decisamente più freddo rispetto alla norma, ci starebbe una fase più mite e anche relativamente più stabile come quella prospettata e descritta.

       

      Certo, appena si vedono affermazioni dell’alta africana, sale subito il timore di una sua persistenza e, dunque, per gli amanti del freddo e della neve, il timore che possa essere l’ennesimo inverno ignavo. A ora, non si ravvisano elementi per una eccessiva protrazione della fase stabile, che potrebbe interrompersi da metà mese con l’arrivo di altre piogge locali; magari potrebbe insistere di più la fase mite, stando agli ultimi dati fino al 20 dicembre circa.

      Per la terza decade e, dunque, verso le festività natalizie, però, si intravedono, nei forecasts long range, possibilità di azioni instabili progressivamente più meridiane o perlomeno nordatlantiche, quindi con qualche spiraglio in più per condizioni atmosferiche più consone all’inverno. Ma sul possibile tempo verso Natale, rimandiamo alle nostre periodiche rubriche sul più lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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