Si fa più chiara, dai forecasts, la possibile evoluzione del tempo per il corso della prima settimana di dicembre. Fino a poche emissioni fa vi è stata, nelle simulazioni, una possibilità crescente che la prima settimana del mese invernale potesse essere caratterizzata da un recupero dell’alta pressione e da tempo mediamente buono.
In realtà non è apparsa mai dominante questa tendenza, tuttavia senz’altro prevalente rispetto alle altre ipotesi. Va considerato, però, che stiamo per approssimarci al trapasso tra l’autunno e l’inverno meteorologico, quindi a un cambio stagionale che, fisiologicamente, per via di una più caotica influenza di circolazioni, comporta una maggiore difficoltà, rispetto al consueto, a prevenire le mosse dell’atmosfera, anche da parte dei sofisticati super calcolatori.
Dunque, ci sono novità evolutive sulla base degli ultimi dati e relativi al possibile andamento del tempo per la prima settimana di dicembre? Senz’altro si. Le nuove simulazioni, più credibili, depongono per un sostanziale nulla di fatto in termini di imposizione anticiclonica. Con l’avvento del nuovo mese, un flusso di aria umida e moderatamente instabile di matrice atlantica, tornerebbe a incidere verso il Mediterraneo con un corridoio instabile piuttosto persistente in sfondamento sul nostro bacino attraverso la Francia, il Golfo del Leone e la Spagna settentrionale.
Dunque, ci sarebbero prospettive per una ingerenza oceanica instabile abbastanza insistente con correnti che, per buona parte della prima settimana di dicembre, ma più verosimilmente per tutta, avrebbero una prevalente componente occidentale o meridionale.
Nessuna stabilità in vista, pertanto, fatta eccezione per qualche breve fase tra un fronte perturbato e l’altro. Naturalmente potrebbero esserci alcuni settori, specie del medio Adriatico, localmente sardi e alcuni altri pianeggianti del Nord Ovest, i quali potrebbero vedere manifestazioni instabili un po’ più dilazionate nel tempo, quindi con qualche giornata in più di stabilità, e ciò per una possibile minore esposizione alle correnti portanti viste, a ora, prevalenti.
Tuttavia, anche su queste aree le piogge, nell’arco della settimana oggetto dell’analisi, potrebbero essere ricorrenti e sostanzialmente nella norma. Come evidenziato nella mappa interna relativa all’anomalia piogge attesa per la settimana di riferimento, i rimanenti settori italiani, in particolare quelli centro-orientali del Nord e tutti quelli tirrenici, dalla Liguria alla Campania settentrionale, ma anche la Sardegna occidentale, la Sicilia e i settori ionici in genere, potrebbero avere piogge addirittura sopra media.
Magari un surplus non eclatante, mediamente tra il 10 e il 20% di piogge in più, aree in celeste, ma localmente anche fino al 30% in più, specie sulle aree in blu tenue, ma nemmeno trascurabile.
In riferimento alle temperature, data l’estrazione più umida e mite dell’aria prevalente umida oceanica, per la prima settimana del prossimo mese l’andamento termico potrebbe essere più mite rispetto a quest’ultima parte di novembre, con valori nella media o, magari, anche un po’ oltre media, ma in misura non significativa. Infine, sarebbero computate certamente anche nevicate che, tuttavia, potrebbero scendere oltre i 1.200/1.300 metri sulle Alpi, in qualche fase anche sotto i 1.000 metri, neve a 1.400/1.600 metri sull’Appennino centrale, per qualche fase fino a 1.200/1.300 metri. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

