In quota, alla superficie isobarica di 850 hPa (circa 1500 m), sono previsti valori prossimi a +18 °C. La dinamica è legata a un promontorio subtropicale in espansione dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e sarà accompagnata da un intenso flusso meridionale di origine sahariana, capace di trasportare ingenti quantità di polveri desertiche in sospensione.
Configurazione sinottica e anomalie termiche
I principali modelli inquadrano una circolazione a scambi meridiani sul settore euro-mediterraneo, con aria sub-sahariana in risalita.
Le anomalie termiche a 850 hPa risulteranno estreme, superiori a +10 °C rispetto alla climatologia della seconda decade di novembre, con un potenziale diffuso di temperature massime oltre la media stagionale al suolo.
Polveri sahariane: effetti radiativi e sui record
Le simulazioni meteo evidenziano una dust outbreak che interesserà in particolare Sardegna, Sicilia, settore sud-occidentale italiano e, in forma più attenuata, parte del Nord.
L’elevata concentrazione di aerosol (silicati, ossidi di ferro, particolato grossolano) produrrà un’attenuazione dell’irraggiamento solare diretto per assorbimento e diffusione (opaquing), con possibile riduzione del flusso solare al suolo anche oltre il 25–30%. Ne deriveranno:
- Massime al suolo localmente più contenute nelle aree a maggiore torbidità atmosferica.
- Rendimento fotovoltaico in calo nelle ore centrali del giorno.
- Possibile inibizione di nuovi record termici laddove il dust loading sarà più marcato.
Implicazioni operative e previsionali
Nel breve termine, la coesistenza di forcing termodinamico (aria molto calda in quota) e opacizzazione degli strati bassi impone di modulare al ribasso le stime dei picchi termici nelle zone più interessate dalla polvere.
Per una valutazione accurata del surface energy balance e delle ricadute microclimatiche locali è utile integrare i campi meteorologici con i prodotti dei modelli radiativo-chimici (es. SKIRON, DREAM), monitorando in particolare:
- Visibilità e irraggiamento globale in tempo reale.
- Concentrazioni di PM (fine e grossolano) e loro evoluzione diurna.
- Distribuzione delle nubi alte e medie, che può amplificare l’effetto di schermatura.
Conclusioni
L’episodio in arrivo rappresenta una delle più vigorose intrusioni sahariane di fine autunno sull’area euro-mediterranea. Nonostante l’anomalia calda in quota favorisca valori termici molto elevati per il periodo, il concomitante effetto polvere potrà limitare sensibilmente il riscaldamento diurno nelle aree a massima concentrazione degli aerosol.
