Ci sono, ormai, pochi dubbi sulla fase di maltempo attesa nel corso della prossima settimana, ma maltempo già importante dal prossimo weekend, in particolare al Nord e sul Medio-Alto Tirreno. I modelli matematici sulle prospettive nel medio lungo periodo si sono piuttosto allineati in questo senso e, dunque, una fase all’insegna di piogge diffuse sull’Italia appare piuttosto certa nella seconda parte di novembre.
La nostra attenzione, però, va progressivamente ponendosi sull’aspetto termico associato alla fase instabile prossima e anche sull’aspetto neve, che, per qualche fase, sembrerebbe acquistare importanza per via di una possibile comparsa dei fiocchi fino a quote basse o persino in pianura, oltre che per possibili apporti cospicui alle quote medie. Ma andiamo per ordine in termini di possibile evoluzione degli eventi.
L’azione già piuttosto perturbata al Nord e sull’alto Tirreno nel fine settimana prossimo, con piogge importanti tra alto Piemonte, diffusamente Lombardia, poi tra Trentino, Centro Nord Veneto e piogge ancora più importanti sul Friuli Venezia Giulia e tra Liguria e Alta Toscana, magari anche con criticità su questi settori, si esprimerebbe ancora in un contesto termico mediamente mite, per via di aria in prevalenza meridionale. Via via, però, la circolazione prenderebbe una piega più settentrionale, con apporto di aria progressivamente più fredda nel corso della settimana prossima.
Soprattutto da mercoledì 19 novembre, su una originaria circolazione più mite di matrice atlantica, nel frattempo in isolamento tra i settori iberici meridionali, l’Algeria, il Marocco e poi il Mediterraneo Occidentale, andrebbe innestandosi un’altra più fredda sub-polare, proveniente dai settori baltici e penetrante su tutto il Centro Nord Europa.
Entro metà della prossima settimana, ossia entro il 20 novembre, gran parte dell’Europa centro settentrionale e anche occidentale, quindi Penisola Iberica compresa, specie parte centro settentrionale, oltre a stare in un contesto di media instabilità, vedrebbe un quadro termico decisamente invernale, con isoterme alla quota convenzionale di 1500 m, fino a -3/-4/-5° diffuse.
Solo l’Europa orientale e anche i settori centro orientali del Mediterraneo, rimarrebbero al di fuori della circolazione fredda. Il cavo sub-polare, infatti, sarebbe orientato un po’ più a Ovest sul continente e non propriamente meridiano, sicchè il flusso più freddo penderebbe più verso le regioni centro-occidentali, meno verso quelle orientali europee e centro orientali mediterranee.
La posizione dell’Italia sarebbe nel mezzo, per cui, proprio da metà settimana prossima e via via di più verso il weekend 22/23 novembre, le regioni settentrionali italiane, più vicine alla parte occidentale e centrale europea, potrebbero assistere a un maggiore interessamento da parte delle correnti fredde.
All’instabilità piovosa, pertanto, andrebbe progressivamente associandosi anche quella nevosa, essenzialmente sulle regioni del Nord, con nevicate che si abbasserebbero significativamente di quota sulle Alpi, sino anche in valle già da venerdì 21.
Ma, una tendenza interessante. in chiave invernale, sebbene magari con una manifestazione abbastanza veloce, potrebbe aversi nel weekend di inizio terza decade, ossia tra il 22 e il 23 novembre.
Per quella fase, potrebbe esprimersi la massima spinta verso Sud del cavo freddo baltico, con travaso più consistente di aria fredda dai settori alpini anche verso le pianure del Nord e fino al Nord Appennino.
La data dell’evento più freddo è ancora lontana, a circa 9/10 giorni, per cui molti aggiustamenti sulla barica e, di conseguenza, anche sulla portata fredda, andrebbero senz’altro considerati, ma, stando agli ultimi dati, anche del prestigioso modello europeo ECMWF, la configurazione simulata potrebbe esser tale da arrecare isoterme abbastanza fredde per nevicate fino a bassa quota, 3/400 m, su tutte le colline pre-alpine e neve a 6/800 m sul Nord Appenino, tra alta Toscana, Liguria ed Emilia Romagna. Naturalmente neve fino in valle sulle Alpi.
Questo, stando ai dati Ensemble più affidabili del modello. Se si volesse dare credito, poi, all’aggiornamento mattutino della corsa ufficiale dello stesso modello (tuttavia meno affidabile a così lunga distanza) la penetrazione dell’aria fredda verso il Nord sarebbe decisamente più sostanziosa, in misura tale da apportare neve più estesa e anche abbondante fino in valle su Alpi e a bassa quota su Nord Appennino, di più tra Alpi Marittime, Appennino ligure, emiliano e Nord toscano, poi su Prealpi centro orientali (così come mostra la mappa neve interna, su rielaborazione proprio del run ufficiale ECMWF ultimo).
Sempre stando a questa corsa singola, ci sarebbero i presupposti affinchè la neve possa raggiungere, magari nelle ore più fredde serali-notturne e mattutine, anche diversi settori pianeggianti centro occidentali, tra Lombardia, Piemonte ed Emilia, anche se in forma di comparsa o con qualche centimetro.
In sintesi, i presupposti per una prima azione invernale di una certa consistenza verso la nostra Italia, iniziano a essere decisamente più seri, sulla base di questi ultimi aggiornamenti, benché circoscritti alle regioni del Nord, minore consistenza fredda al Centrosud. L’evoluzione, tuttavia, va monitorata quotidianamente, perchè mutamenti barici nelle simulazioni matematiche possono apportare novità, anche a sorpresa e per l’intero territorio. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
