E’ in corso su Mediterraneo centrale e su buona parte dell’Italia, una circolazione piuttosto instabile di matrice nordatlantica. Essa sta imperversando, in queste ore, soprattutto sulle regioni centro-meridionali con componente umida occidentale e con, localmente, forte maltempo, mentre la parte più fredda del cavo depressionario ha già raggiunto le regioni centrali europee, fino a penetrare sui nostri settori alpini.
Per tutta la giornata odierna, la sua influenza, in riferimento all’Italia, rimarrà confinata ai settori alpini, dove la quota neve scenderà progressivamente fino in valle entro sera, tuttavia in forma circoscritta alle aree alpine di confine e nemmeno tutte.
Da domani, mercoledì 26 e poi via via di più tra giovedì 27 e venerdì 28, la parte più fredda del sistema depressionario nordatlantico, penetrerà sempre più verso Sud, grazie anche a una progressiva “meridianizzazione” del cavo instabile, raggiungendo oltre che il Nord anche tutto il Centro, in maniera più consistente le aree appenniniche centrali e settentrionali, dall’Emilia Romagna, Nord Toscana, fino all’Abruzzo e Nord Molise.
In via generale, la consistenza dell’area fredda non sarà particolarmente significativa: si farà sentire senz’altro con valori anche di alcuni gradi sotto la media ma, rispetto ad esempio all’azione fredda della scorsa settimana, sarà di 2/3° meno fredda.
In ogni modo, dato il persistere di una moderata azione depressionaria che, nel frattempo, andrà approfondendosi con minimo verso le regioni meridionali, specie tra giovedì 27 e venerdì 28, l’ingresso di aria moderatamente più fredda dai quadranti Nord-orientali consentirà di nuovo la comparsa di neve anche verso i settori appenninici centro-meridionali e settentrionali.
Nell’immagine interna, sono rappresentati a scala di colore celeste blu, le aree appenniniche esposte a possibili nevicate, a cominciare da domani pomeriggio sera sul Nord Appennino, poi via via tra giovedì e venerdì prossimi anche sull’Appennino centrale e fiocchi possibili verso quello meridionale.
Abbiamo rilevato un quadro termico in progressivo calo, ma per aria fredda moderata, non particolarmente fredda, dunque con quota media per neve più solida e anche più abbondante, intorno ai 1000 m su Centro Nord Appennino, a 1200/1300 m su quello meridionale.
A queste quote, saranno possibili, come indicato in mappa e nel range temporale di riferimento, anche diversi centimetri, fino a 15/20 cm sull’Appennino tra Sud/Sudovest Marche, Nordest Lazio e interno abruzzese.
Vanno computate, però, fasi, in coincidenza con l’ingresso di nuclei più freddi e anche di precipitazioni più intense, con fiocchi in calo fino a 6/800 m sul Nord Appennino, anche con qualche accumulo, ma non sono esclusi localmente fiocchi anche più giù; fiocchi fino a 7/900 m sull’Appennino centrale, anche qui non esclusi temporaneamente più in basso, e fiocchi fino a 900/1000 m sul Sud Appennino, con possibili comparse occasionali a 800 m.
Nella fase considerata, continueranno a esserci nevicate locali sui settori alpini e, in questo caso, fino in valle, ma saranno molto circoscritte e, per lo più, confinate ai settori alpini più estremi settentrionali. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

