Prima ipotesi di neve medio-bassa in questo Novembre. Ecco quando e dove
Stando agli ultimi aggiornamenti dei modelli mondiali, non ci sarebbero le condizioni, per almeno i prossimi 10 giorni, per prime sortite di aria fredda
Stando agli ultimi aggiornamenti dei modelli mondiali, non ci sarebbero le condizioni, per almeno i prossimi 10 giorni, per prime sortite di aria fredda stagionale verso le latitudini italiane.
Proprio in questi giorni stiamo vivendo un quadro termico sostanzialmente nella norma o su diversi settori italiani anche un po’ sotto la norma, per via di una circolazione instabile di matrice atlantica piuttosto bassa sul nostro bacino, già moderatamente fresca di per sè e i cui minimi sui mari meridionali italiani richiamano e richiameranno per qualche giorno ancora altre correnti fresche settentrionali.
Tuttavia, niente di significativo in chiave invernale. Per di più, appena esaurita l’azione instabile in atto, entro lunedì 10, a seguire, avanzerà da Ovest un moderato promontorio anticiclonico che potrà stazionare sulla nostra penisola per 3/4 giorni, fino a circa metà mese, comportando oltre che un tempo mediamente buono, salvo fastidi localizzati, un progressivo e generale rialzo termico, più vistoso nei valori massimi.
Il promontorio anticiclonico, tuttavia, e da qui usiamo il condizionale, sarebbe destinato a non durare molto a lungo, poichè, proprio da metà mese, un nuovo flusso umido oceanico si spingerebbe dal settore iberico e francese verso il nostro bacino, comportando un altro progressivo peggioramento del tempo su molte regioni italiane, soprattutto tirreniche e settentrionali.
L’aria occidentale o anche meridionale associata al flusso perturbato, avrebbe, naturalmente, caratteristiche piuttosto miti, sicché su tutto il territorio italiano continuerebbe un tipo di tempo certamente autunnale, ma senza alcuna caratteristica invernale, almeno fino al 17-18 novembre, anzi con quadro termico che andrebbe ponendosi piuttosto sopra norma su gran parte dei settori, fino a 5/6° oltre norma localmente.
Ci sarebbe, però, una novità dagli ultimi dati sul finale della seconda decade e magari per qualche giorno iniziale della terza. Le ultime elaborazioni bariche, un po’ da tutti i centri di calcolo, evidenzierebbero, per quella fase, una progressiva avanzata del fronte più freddo polare dalle regioni sub-polari verso quelle centro-settentrionali europee.
Verso la terza decade del mese, dunque, il freddo invernale, quello più serio, dalle regioni scandinave e baltiche, avanzerebbe progressivamente verso buona parte della Germania, verso i Paesi Bassi, anche verso la Francia centro settentrionale e un po’ tutta l’Europa centrale.
Ci sarebbe, altresì, più di qualche simulazione barica che computerebbe un orientamento di asse di saccature più fredde sub-polari proprio verso la Francia e con un possibile coinvolgimento anche delle nostre regioni Alpine un po’ tutte.
Dunque, a cavallo tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza, ci sarebbero i presupposti, oltre che per un ennesimo cavo perturbato atlantico e per diffuso maltempo al Nord e sulle regioni tirreniche, anche per un più deciso calo termico, specialmente sulle aree alpine, da quelle occidentali a quelle orientali, magari di più sulle Alpi settentrionali e su quelle piemontesi, Valle d’Aosta.
Stando ai dati attuali, nella fase tra il 19 e il 22 novembre, ci sarebbero le condizioni per nevicate abbondanti, queste presenti già nella fase precedente, ma che potrebbero scendere significativamente di quota, da quelle medio-alte del periodo precedente, fino a sotto i 1000 metri e, talora, anche in qualche conca più fredda a valle.
Si tratterebbe di una prima proiezione barica simil invernale, in grado di portare termiche abbastanza fredde e neve collinare, sebbene questa ancora molto circoscritta, essenzialmente ai settori alpini o alle aree collinari prossime alle Alpi.
Seguiremo costantemente questa evoluzione, apportando periodici aggiornamenti sulla prima ipotesi di azione instabile simil invernale, magari cogliendo anche qualche variazione di asse nelle simulazioni modellistiche prossime, in grado di apportare un coinvolgimento freddo a più vasta scala sul territorio. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
