La stagione invernale prossima, potrebbe avere un inizio come mai negli ultimi 5/6 anni. Il mese di novembre è evoluto oramai per più di metà e, dunque, va avvicinandosi l’inizio dell’inverno meteorologico con il primo di dicembre.
Con l’approssimarsi della stagione fredda, naturalmente, cresce anche l’aspettativa di tanti Italiani di vedere un’atmosfera consona, con primi freddi e anche prime nevicate, magari a quote progressivamente più basse. Va rilevato che negli ultimi anni, a dire il vero da molti anni, la stagione fredda ha deluso tanto, naturalmente per via dei cambiamenti climatici e, ancora più alle nostre latitudini, più sensibili al riscaldamento globale.
Interi inverni sono trascorsi con temperature esageratamente sopra media e con neve medio-bassa scarsa, quasi del tutto assente verso il piano. Va evidenziato che un po’ tutti questi ultimi inverni, da almeno 5/6 anni, ma anche più, hanno avuto un “iter evolutivo” più o meno standardizzato: Vortice Polare in progressivo rinforzo sul finire dell’autunno, poi possente raffreddamento in Stratosfera e Vortice Polare avvinghiato a se stesso con poche, pochissime occasioni per incursioni fredde verso le basse latitudini e ciò per buona parte del trimestre invernale.
Molto, però, anzi, tanto sembrerebbe essere cambiato in questa fase verso l’avvio della stagione fredda 2025/2026. E’ un dato, infatti e, oramai quasi inequivocabile, che il Vortice Polare in tutta la sua strutturazione meridiana, anzichè essere in rafforzamento in questa fase di fine stagione autunnale, mostra una evidente e anche importante crisi.
Ha sostanzialmente arrancato per tutto questo autunno, mostrando solo temporaneamente qualche reazione, con un index AO, monitorante, appunto, la forza del VP troposferico, praticamente più in segno negativo che positivo dal 15 ottobre circa. Ma cio che balza all’occhio è il possibile suo tracollo prossimo, stando alle indicazione di importanti indici stagionali.
Questa espressa sopra, su elaborazione del Centro di Calcolo europeo ECMWF, è una proiezione tendenziale dello ZONAL WIND, parametro che sostanzialmente esprime la forza del Flusso Zonale (atlantico) per i prossimi 45 giorni. E’ bene evidente, dal grafico, che questo flusso, praticamente “ammazza freddo” e “ammazza inverno” se particolarmente sostenuto, da una forza attuale media, intorno ai 20 m/s, è previsto crollare, in termini di velocità, fino ad azzerarsi completamente tra l’ultima settimana di novembre e la prima di dicembre.
Un crollo sostanzioso, che predisporrebbe bene una intrusione di onde di calore dalla Troposfera verso la Stratosfera, attraverso lo sfondamento verticale delle Onde Planetarie.
Questa dinamica di intrusività di flussi di calore verso i piani alti atmosferici, è bene evidente in quest’altra proiezione (sopra), questa volta del modello americano GFS, indicante, appunto, il tendenziale termico in media/bassa Stratosfera (23.500 m circa) verso gli inizi di dicembre: praticamente un riscaldamento significativo in sede artica canadese-groenlandese, un cosiddetto “warming stratosferico” (probabilmente di tipo Minor) e VPS costretto a disporsi meridiano con asse indirizzato proprio verso l’Europa Centrale e l’Italia.
Questi dati, naturalmente, vanno confermati, restando pur sempre tendenziali e a media/lunga distanza, suscettibili sempre di modifica. Tuttavia, non si tratta di distanza siderale, con dinamiche, per di più, che inizierebbero già dalla settimana prossima, per cui costituiscono una buona indicazione predittiva sulla possibile circolazione verso l’inizio dell’invenro.
Stando così le dinamiche, la circolazione potenziale tra l’ultima settimana o ultimi giorni di novembre e la prima settimana o decade di dicembre, potrebbero evolvere all’insegna di manovre più schiettamente invernali per buona patre dell’Europa e anche del Mediterraneo centrale. Non si vedeva una fine autunno/inizio inverno con una così tale crisi del Vortice Polare Stratosferico, da parecchi anni e il warming stratosferico piuttosto probabile a cavallo dei due mesi, potrebbe effettivamente rendere concreti quesi sogni freddi e nevosi di molti italiani. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

