
(METEOGIORNALE.IT) Mancano le perturbazioni organizzate da oramai un paio di settimane. Dopo un settembre dal meteo estremamente dinamico, caratterizzato da frequenti perturbazioni e piogge diffuse, l’atmosfera si è progressivamente bloccata.
All’inizio di ottobre, l’arrivo di correnti orientali ha riportato un clima quasi invernale, soprattutto nelle regioni meridionali, prima che l’alta pressione conquistasse nuovamente terreno. Non fa caldo, le temperature sono un po’ sopra le medie ma senza alcun eccesso. Il problema è che non si vedono perturbazioni organizzate nei prossimi giorni.
La domanda per tutti
Ma quando potremo assistere a un nuovo cambio di passo? Le prospettive per la seconda decade di ottobre non lasciano molto spazio all’ottimismo. L’Italia sarà dominata da un anticiclone molto esteso ma piuttosto debole. Non a caso verrà sovente disturbato a tratti da infiltrazioni fredde provenienti da est, responsabili di fenomeni locali e limitati.
Le piogge interesseranno soprattutto il Sud Italia, con Sardegna, Sicilia e Calabria che tra il 14 e il 15 ottobre potranno vivere episodi di rovesci e temporali. Altrove invece il tempo rimarrà in gran parte asciutto. Con un po’ di nuvole innocue che copriranno il sole e renderanno più grigie le giornate.
Una svolta
Un vero cambiamento potrebbe arrivare solo dopo il 20-22 ottobre, quando si intravedono i segnali di una riapertura della porta atlantica. L’alta pressione che ora blocca il flusso perturbato da ovest potrebbe gradualmente indebolirsi, lasciando spazio all’arrivo di perturbazioni fresche nord-atlantiche verso l’Europa centro-occidentale.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, è possibile che siano piuttosto prolungate e portino piogge e precipitazioni diffuse, soprattutto al Nord e lungo il versante tirrenico. Segnali dunque di un possibile risveglio atmosferico nella terza decade di ottobre, con l’autunno pronto a tornare protagonista. È fondamentale che ci siano le piogge ritardo autunno. Sia perché facciamo scorta idrica, sia perché è la migliore neve dell’anno.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
