Siamo appena entrati nel terzo e ultimo mese dell’autunno meteorologico e ci troviamo, pertanto, a una distanza sufficiente per delineare una tendenza a grandi linee attendibile sulla stagione fredda che verrà. Sottolineiamo: si tratta di tendenze meteo stagionali, non di certezze. Le previsioni stagionali non sono sentenze, ma una sorta di gioco di probabilità.
Non ti dicono come andrà ogni singolo giorno, ma che tipo di inverno è più probabile. Per esempio, se le mappe mostrano un’anomalia mite, non significa che farà caldo per forza: vuol dire solo che, statisticamente, le fasi fredde saranno meno probabili. È come dire: “È più facile che l’inverno sia così, ma non è detto che non accada anche il contrario”. Capire questo è fondamentale, perché troppo spesso si leggono le mappe meteorologiche come se fossero sentenze, mentre rappresentano scenari probabilistici.
La QBO orientale
Tra gli elementi a nostra disposizione, che ci aiutano a delineare questa tendenza, abbiamo la QBO orientale: in pratica, nella stratosfera, cioè a circa 20 km di altitudine, i venti soffiano da est verso ovest. Questa configurazione tende a indebolire il vortice polare, quella sorta di gigantesco vortice di aria gelida che ruota intorno al Polo Nord. Quando il vortice è meno compatto, è più facile che il freddo scenda verso latitudini più basse, anche in Europa.
Il ruolo della Niña
Il secondo elemento è la Niña, cioè il raffreddamento delle acque nel Pacifico equatoriale. Anche questo fenomeno, indirettamente, contribuisce a rendere il vortice polare più instabile e quindi capace di favorire discese di aria fredda verso il continente europeo.
La neve già presente
Ci sono poi la neve e il ghiaccio artico: quando in Siberia la neve arriva molto presto rispetto alla tabella di marcia e il ghiaccio al Polo Nord è più scarso sul lato atlantico, si crea una situazione che facilita ulteriormente la formazione di onde atmosferiche dirette verso la stratosfera. Tutti questi fattori messi insieme indicano che l’atmosfera ha energia, movimento e potenziale. Ma – e qui sta il punto – non sappiamo in che direzione si muoverà davvero.
Cosa succederà in Inverno?
I modelli stagionali dei centri internazionali non danno un segnale chiaro: alcuni vedono un inverno mite con prevalenza di correnti da ovest, altri lo descrivono come più dinamico e ondulato. In generale, le temperature medie potrebbero restare leggermente sopra la norma, ma con momenti di freddo marcato. Le precipitazioni sembrano più abbondanti tra Nord Europa e Mediterraneo centrale, segno che l’Atlantico sarà attivo, anche se a fasi alterne.
La nostra analisi degli elementi disponibili suggerisce che ci sono tutti gli ingredienti per un inverno interessante e potenzialmente movimentato, ma non è detto che lo diventi davvero, poiché la traiettoria delle incursioni fredde resta un mistero finché non si entra nel campo delle previsioni a breve termine. Al momento, gli indicatori suggeriscono che l’inverno potrebbe finalmente fare l’inverno, come un tempo era la normalità, con una maggiore frequenza di ondate di freddo e anche potenziali nevicate a bassa quota.
Credit – Le previsioni meteo sono realizzate sui dati emessi dai centri di calcolo ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), opportunamente revisionati e analizzati dal nostro team di esperti.