
(METEOGIORNALE.IT) Secondo la NOAA, l’agenzia meteorologica statunitense, La Niña è ormai confermata per i prossimi mesi autunnali e invernali. È l’opposto di El Niño: invece di acque più calde, nel Pacifico si osserva un raffreddamento anomalo che altera le correnti a getto e la circolazione atmosferica a scala globale.
Effetti globali: freddo, piogge e uragani
Gli effetti di La Niña si manifestano in modo diverso a seconda delle regioni del mondo:
- Asia e Australia: incremento di piogge monsoniche e precipitazioni superiori alla media.
- Brasile e alcune aree dell’Africa: tendenza a precipitazioni più abbondanti.
- Stati Uniti: inverni più freddi e nevosi nelle regioni settentrionali, soprattutto tra Midwest e Nord-Est, con nevicate più frequenti.
- Atlantico: riduzione dei venti in quota e aumento del rischio di uragani più numerosi e intensi.
Gli effetti in Europa e in Italia
L’Europa si trova lontana dal cuore del fenomeno, ma non ne resta indifferente. La Niña può deviare il getto polare più a sud e favorire irruzioni fredde verso il Mediterraneo, con un maltempo a tratti più intenso e una maggiore variabilità climatica tra periodi miti e cali termici improvvisi.

In Italia, gli effetti potrebbero manifestarsi soprattutto tra novembre e gennaio: possibili cicloni mediterranei, piogge torrenziali e nevicate abbondanti sui rilievi. Le regioni del Centro-Sud potrebbero affrontare nubifragi localizzati o alluvioni lampo, come già osservato in eventi recenti.
Cosa aspettarsi per l’autunno e l’inverno 2025
La tendenza generale indica un clima più dinamico e imprevedibile. L’arrivo di La Niña, combinato con la circolazione atlantica e il Mediterraneo ancora caldo, potrebbe tradursi in un autunno più piovoso e in un inverno più freddo e nevoso del normale, specie nelle fasi in cui l’aria artica riuscirà a scendere verso le nostre latitudini.
In sintesi, La Niña non è solo un fenomeno lontano: è una leva climatica globale capace di modulare il tempo anche in Italia, rendendo i prossimi mesi tutt’altro che tranquilli. Monitoraggio costante e aggiornamenti previsionali saranno fondamentali per la preparazione di territori e comunità.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
