Informazione meteo distorta: un problema quotidiano
(METEOGIORNALE.IT) L’informazione meteo distorta sì, noi abbiamo la possibilità di osservare che cosa viene proposto dai motori di ricerca, in particolare da un feed molto aggressivo che è disponibile su tutti gli smartphone, e ci capita di osservare le previsioni meteo o, meglio, gli articoli che vengono proposti da quelli che sono giornali di una certa serietà, ma anche da siti web considerati probabilmente autorevoli, ma che in realtà non lo sono e che sparano autentiche fesserie.
Ho appena letto una previsione meteo che annuncia l’arrivo del gelo sull’Italia. È una vera e propria fake news e, eppure, nonostante i controlli che i motordi ricerca assicurano – penalizzando moltissimi siti web autorevoli e sviluppati da professionisti – vengono poste in evidenza previsioni e articoli fasulli esclusivamente per attirare clic.
Titoli forzati e regole dei motori di ricerca
È evidente che tutti noi siamo costretti a riassumere in maniera esagerata i titoli degli articoli: questo perché ci sono delle regole da rispettare e imposte dai motori di ricerca, e so bene che è un aspetto che il lettore non conosce e che quindi trova inadeguato, inopportuno e, soprattutto, non consono ai siti web di natura meteo. Invece i siti meteo che fanno notizie, che pubblicano informazione, devono per forza sottostare a queste regole.
E nei prossimi peggio, avremo regole più aggressive derivanti dall’uso dell’intelligienza artificiale che colpirà tutto quello che troverete in rete prima di accedere al sito web. Un disastro assoluto, insomma, anche per l’editoria in generale, che negli Stati Uniti sta devastando l’informazione.
L’effetto click: previsioni shock e viralità
La cosa che però effettivamente è più che ridicola è osservare certe previsioni che fanno veramente impressione e generano numerosissimi clic. Questo succede anche e soprattutto sui social network, dove trovate informazioni veramente al limite della follia e che vengono commentate migliaia e migliaia di volte, con migliaia e migliaia di click.
II tutto da pagine social che niente hanno a che fare con la meteo, con le previsioni del tempo. Insomma, è come se qui ci mettessimo a fare gossip.
Confusione per l’utente e responsabilità delle piattaforme
Questa è l’informazione e quindi che succede? Che l’utente poi sostiene che previsioni meteo sono sbagliate perché scrollando rapidamente con lo smartphone, alla fine si confonde e viene attribuito a questo o a quel sito web o alla pagina social una determinata informazione fasulla. Purtroppo, però, ci sono questa situazione non è una cosa nuova: succede da tempo.
Poi c’è chi si ferma all’immagine, al titolo e commenta senza leggere
La disinformazione, spesso, non viene imposta: la chiede il lettore stesso, quello che scrolla, vede solo titolo e foto, e poi commenta. È un comportamento ormai abituale, favorito dai social network e dai feed automatici che mostrano i contenuti in modo rapido e superficiale.
Un’analisi accurata travisata
Qualche giorno fa abbiamo realizzato un’accuratissima analisi delle mappe del Centro Meteo Europeo, utilizzando le cartine stagionali e calcolando il rischio neve su alcune città, tra cui Milano. Un lavoro preciso, tecnico e basato su dati meteorologici verificabili.
Eppure, ciò che la maggior parte dei lettori social ha inteso è che noi prevedevamo la neve su Milano. Una cosa non vera, perché l’articolo era particolarmente ricco di informazioni e riportava tutt’altro: analisi, probabilità, tendenze, non certezze.
Titoli e foto non bastano
Non si può intuire un’informazione da un titolo e da una foto. La complessità di un’analisi meteo non può essere riassunta in poche parole né in un’immagine suggestiva. Eppure, è proprio così che nasce la disinformazione, alimentata dalla fretta di commentare e dalla mancanza di attenzione alla lettura completa degli articoli.

