Una stagione autunnale dal meteo spesso soleggiato ma con piogge estreme. No non è un controsenso. E non abbiamo preso un abbaglio. Dopo un agosto bollente, le piogge che stanno interessando varie zone della Penisola non solo sono intense, ma risultano anche talvolta estreme, come ad esempio in Toscana o nel Triveneto.
Come sempre spesso più accade, negli ultimi episodi di maltempo si è assistito a precipitazioni concentrate in poche ore, con accumuli pluviometrici davvero esasperati. Talvolta anche tre o quattro volte la media mensile in pochissimi giorni. Questo quadro meteo conferma ancora una volta quanto sia diventato pazzo il nostro tempo.
Qual è la nostra preoccupazione
Ciò che colpisce è l’intensità con cui si stanno manifestando i primi fenomeni meteo di stampo autunnale. È come se i mesi precedenti, caratterizzati da un caldo anomalo e persistente, avessero caricato l’atmosfera di un’energia eccessiva. L’estate appena trascorsa, con giugno rovente è un agosto con una fortissima ondata di caldo, sta ancora lasciando il segno.
Il Mediterraneo, oramai sempre più caldo, immagazzina quantità impressionanti di calore. Lo ha fatto e lo sta ancora facendo, sebbene in maniera più lenta. Come abbiamo visto, basta un modesto impulso fresco proveniente dal Nord Europa per innescare un’instabilità davvero estrema. Piogge fortissime, forti grandinate e raffiche di vento impetuose.
Il quadro si complica
Alcuni modelli meteorologici continuano a proporre scenari di stabilità garantiti dall’Alta Pressione, ma non si può escludere che la seconda parte di settembre si riveli piuttosto turbolenta. In linea generale, proviamo a dire il seguente fatto.
Non è detto che si assista a una lunga sequenza di perturbazioni: potrebbero bastarne poche, purché particolarmente violente, per causare danni diffusi. È questo l’aspetto che rende difficile la previsione. Sarà altamente probabile avere poche fasi meteo piovose ma con precipitazioni davvero estreme.
Il rischio dei cicloni mediterranei
Non va trascurata la possibilità che sul nostro mare possano svilupparsi i cosiddetti medicane, strutture simili per dinamica agli uragani tropicali, anche se hanno una violenza decisamente minore. Non sono frequenti, ma gli episodi registrati negli ultimi anni dimostrano che il rischio è concreto.
E ovviamente dipende dalla temperatura superficiale del mare, oltre che dalla vivacità dell’atmosfera. Il Mediterraneo, più caldo del consueto, rappresenta il carburante ideale per lo sviluppo di simili configurazioni cicloniche, che possono assumere intensità notevoli in tempi molto brevi.
Cosa rischiamo nelle prossime settimane
Molti meteorologi concordano nell’indicare ottobre come il mese su cui concentrare l’attenzione. In quel periodo, l’energia termica accumulata durante l’estate tende a essere rilasciata in modo davvero violento, creando le condizioni per eventi atmosferici in fortissima intensità. Facciamo subito una postilla importante. Non è detto che accada con certezza, ma la probabilità è elevata.
D’altra parte, anche qualora la situazione si rivelasse meno critica del previsto, sarà difficile che l’Autunno sia una stagione tranquilla. Non lo è mai stata e non lo sarà, a maggior ragione, in questo periodo di estremizzazione meteo e temperature sempre sopra alle medie.
Nota di margine
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. Inoltre, i collaboratori si sono basati su dati e analisi riportati da AccuWeather e Weather.com.
